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Anche le balene piangono per chi hanno perduto, proprio come noi

Il pianto delle balene per chi non c'è più: intelligenti e socievoli stringono legami l'una con l'altra e spesso questi rapporti possono essere più forti della morte stessa

Anche le balene piangono per la scomparsa di un loro simile. Un nuovo studio rivela che più di sei specie di mammiferi marini sono stati visti aggrappati ai corpi ormai esanimi di compagni o parenti. Gli scienziati affermano che la motivazione più probabile, per cui questi animali si rifiutano di lasciar andare i propri simili, risiede nel dolore. La biologa Melissa Reggente, dell’Università Bicocca a Milano, conferma: “Sono in lutto, provano dolore e sono stressate. Sanno che c’è qualcosa che non va.”

Gli scienziati hanno scoperto un numero crescente di specie, da giraffe a scimpanzé, che si comportano come se fossero colpiti dal dolore. Gli elefanti ritornano ripetutamente nel luogo in cui si trova il corpo di un compagno che non c’è più. Tali risultati si aggiungono al dibattito sul fatto che gli animali provino emozioni e come queste dovrebbero influenzare il comportamento dell’uomo nei confronti delle altre creature.

La Reggente ed i suoi collaboratori hanno riscontrato il pianto delle balene in sette specie, dall’enorme capodoglio al piccolo delfino stenella. Hanno scoperto che le sette specie sono state viste in compagnia di esemplari deceduti, negli oceani di tutto il mondo. Per dimostrare questa teoria, i ricercatori hanno legato un esemplare di un cucciolo privo di vita alla propria barca e l’hanno trascinato fino a riva per seppellirlo, mentre il genitore li ha seguiti toccando l’animale fino a quando l’acqua non è diventata poco profonda per la sua mole.

Di tanto in tanto gli scienziati hanno indizi circa il rapporto tra morte e l’effetto emozionale che questa provoca negli animali. Una femmina di orca è stata vista a largo dell’isola di San Juan, negli Stati Uniti, che trasportava in bocca il corpo di un cucciolo che aveva cessato di vivere. Secondo gli studiosi aveva partorito di recente e stava cercando di mantenere il piccolo in equilibrio sul suo muso, il più vicino possibile al pelo dell’acqua. Un’orca ed il proprio cucciolo possono passare tutta la vita insieme e quando uno dei due scompare provano emozioni molto simili a quelle umane, quasi venga espresso lo sconforto attraverso il pianto.

“Non possiamo spiegare perché lo fanno” dice la Reggente. L’antropologo King concorda sul fatto che tali incidenti siano collegati al sentimento di cordoglio delle balene: “È palese che le balene piangano la scomparsa di un caro spendendo energie per trasportarlo o tenerlo a galla, toccandolo più volte o continuando a nuotare con lui.” Difatti in molti casi, il mammifero che accudisce l’esemplare che è venuto a mancare si distacca dal branco e patisce la fame per piangere il proprio caro che non ce l’ha fatta.

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