La playlist di Cristiano De André con i brani del grande Faber

Cristiano De André ci ha regalato una playlist con le canzoni del padre che ha completamente stravolto negli arrangiamenti

 

de andre

Cristiano De André canta (e ascolta) De André. Il figlio del grande Fabrizio ha deciso di regalarci una playlist unica in occasione dell’uscita del suo nuovo disco e di un tour, partito il 12 ottobre, che lo porterà in tutti i principali teatri italiani.

L’artista ha raccolto in questa playlist i brani del padre che ha deciso di stravolgere maggiormente dal punto di vista degli arrangiamenti – con le più svariate influenze musicali – e che ha inserito poi nell’album e nel tour. Si parte con “Se ti tagliassero a pezzetti”, un inno d’amore oltre che un invito alla libertà, finito nel mirino della censura dell’epoca. Troviamo poi “‘A çimma”, “Quello che non ho” e “Fiume Sand Creek”, un brano che racconta il massacro dei pellerossa da parte di alcune truppe della milizia del Colorado avvenuto il 29 novembre 1864.

Giunge poi dal lontano 1968 la pur attualissima “Il pescatore”, che dopo essere stato riarrangiato dalla Premiata Forneria Marconi, è stato interpretato anche da Cristiano. Non poteva mancare “Mègu Megùn” e la splendida “Una storia sbagliata” frutto della collaborazione con il cantautore veronese Massimo Bubola. Infine chiudono questa strepitosa e unica playlist “Coda di lupo”, in cui De André torna a parlare di politica raccontandoci la storia di un impiegato, “Canzone per l’estate” e “La guerra di Piero“.

Cristiano De André

De André canta De André Vol. III” è il nuovo disco del cantautore di Genova in cui reinterpreta magistralmente le parole e le musiche scritte dal padre. Si tratta di un percorso di riavvicinamento, che ha portato Cristiano a rileggere le opere di Fabrizio apportando il proprio contributo con arrangiamenti e interpretazioni, consapevole di essere l’unico in grado di poterlo fare grazie anche al legame familiare.

“Voglio vivere così, nelle spume degli angeli, tra le infinite cadute delle stelle, nella casa che mi hai costruito, dove abita il tuo profumo – ha commentato Cristiano De André, utilizzando le parole di Fabrizio –. Voglio vivere ancora vent’anni nel calore del tuo abbraccio, nel maestrale, fra gli alberi e le foglie. Fra i rami di rosmarino e nella giostra delle lepri, nelle notti dei fantasmi sulle tegole e nell’ignoto delle onde in cerca di un porto, come la tua attenzione. Per questa luce di giustizia e in questa strada che guarisce, voglio vivere e imparare ancora come si fa”.

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