Stallone rifiuta la proposta di Trump: non scenderà in politica

Donald Trump ha proposto a Sylvester Stallone una carica importante nella sua amministrazione, ma lui ha rifiutato

Sylvester Stallone ha deciso di dire no a Donald Trump e di rifiutare la sua proposta di entrare in politica. L’attore americano, a 70 anni suonati, non entrerà a far parte dell’amministrazione del neo eletto presidente degli Stati Uniti. Trump infatti avrebbe offerto al mitico Rocky, la presidenza del National Endowment for the Arts (Nea), un’agenzia molto importante in America che gestisce i fondi artistico-creativi.

Dopo averci pensato per un giorno intero, l’interprete di Rambo, avrebbe deciso di declinare l’offerta, pur sentendosi lusingato all’idea che Donald Trump abbia scelto proprio lui. Sylvester Stallone ha spiegato la sua decisione con un comunicato stampa ufficiale in cui afferma di essere felice per la proposta di Trump, ma di aver rifiutato perché reputa che la guida della NEA non sia il posto per lui. “Credo che potrei essere più efficace – si legge nella nota diffusa dall’attore di Hollywood – nel portare l’attenzione della nazione sul problema del reducismo e del ritorno a casa del nostro personale militare, nel tentativo di trovare un lavoro retribuito, un alloggio adeguato e un’assistenza finanziaria che questi eroi meritano con tutto il rispetto”.

Secondo quanto riferisce il “Daily Mail” però Stallone avrebbe proposto a Donald Trump un’altra carica politica che ricoprirebbe volentieri. L’ultima attrice a guidare il National Endowment for the Arts (Nea) è stata Jane Alexander, da allora sono passati vent’anni.

Sylvester Stallone e Donald Trump sono amici da molti anni e l’attore non ha mai nascosto la sua grande ammirazione per il tycoon. “Io amo Donald Trump, è un grande personaggio dickensiano” aveva svelato tempo fa il divo americano.

Se Sylvester Stallone e Donald Trump dovessero giungere ad un accordo per una carica, comunque sia, l’interprete di Rocky non potrà immediatamente ottenere la carica promessa. Per divenire ufficiale infatti ogni incarico ha bisogno del voto favorevole del Congresso.

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