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Var : cos'è, cosa significa e come funziona

Il VAR, o Video Assistance Referee, in via sperimentale per il momento, è un arbitro che, per mezzo delle telecamere, affianca quello in campo

Fonte: Facebook

VAR” è l’acronimo di “Video Assistance Referee” e, a dispetto del nome piuttosto improbabile, si tratta della novità che potrebbe rivoluzionare per sempre il mondo del calcio. Si tratta di un arbitro ulteriore il quale, al contrario di quanto suggerisce la denominazione, sarà una persona in carne e ossa e dovrà affiancare l’arbitro sul campo.

Il VAR, infatti, sfrutterà l’armamentario di telecamere posizionate a bordo campo e sulla linea di porta per verificare quello che succede durante la partita e aiutare l’arbitro presente in campo a non farsi sfuggire niente. Per qualsiasi mancanza, quest’ultimo sarà avvisato mediante un segnale sonoro e provvederà a riparare al proprio errore.

Una novità da poco sperimentata e già criticata

Il Video Assistance Referee è una novità che è stata sostenuta con veemenza dal presidente della FIFA, Gianni Infantino. Nell’ultimo Mondiale per Club, questa idea è stata sperimentata e non ha mancato di suscitare fin da subito, e prima della sua entrata in vigore ufficiale, aspre polemiche. Pare infatti che, durante la disputa tra Atletico Nacional Medellin e il Kashima Antler, il VAR abbia assegnato un rigore che l’arbitro di campo non aveva notato, ma abbia comunque mancato di vedere e di segnalare un precedente fuorigioco.

Sebbene non si tratti di un’intelligenza artificiale robotica con sembianze umanoidi, bensì di una vera persona, per molti il VAR sarebbe l’incarnazione della tanto rinomata e auspicata “moviola in campo”, desiderata da giocatori e tifosi da molti anni a questa parte.

Un essere umano aiutato da una telecamera

Per gli oppositori di questa novità, il problema principale consiste proprio in questo: per quanto affiancato dall’ausilio della moviola e di una sofisticata apparecchiatura elettronica, il VAR è pur sempre umano. Ciò significa che sarà ancora l’occhio umano a osservare a giudicare, attraverso le molteplici telecamere.

Come gli appassionati ben sanno, spesso nello sport del calcio l’interpretazione conta più del fatto verificatosi sul campo in sé e per sé. Proprio per questa ragione, sembra improbabile che le polemiche sugli arbitri giungano a una fine nel giro di breve tempo. Gianni Infantino, comunque, annuncia una serie di lavoro per il perfezionamento del sistema in vista dei Mondiali 2018.

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