Lifestyle

Corea del Sud: nasce un figlio? Il papà resta a casa

Una legge emanata del Presidente della Corea del Sud, Park Geun-hye, prevede che i neo-papà possano richiedere un congedo lavorativo con pari diritti a una mamma

Fonte: flickr

La Corea del Sud era, fino a qualche anno fa, uno dei Paesi appartenenti all’Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) ad avere il tasso di natalità più basso. Questo perché le donne preferivano sacrificare la vita da mamma, per dedicarsi interamente al lavoro.

A stravolgere questa situazione è stata Park Geun-hye, prima donna a essere stata eletta Presidente della Corea del Sud, la quale, grazie all’introduzione del congedo di paternità, ha cambiato la prospettiva demografica del suo Paese.

Carriera o famiglia è sempre stato, infatti, per le donne emancipate, un grande dilemma in quanto, molto spesso, non si vuole rinunciare nè all’una nè all’altra. Adesso, però, le donne coreane non avranno più questo tipo di problema in quanto con il congedo lavorativo di un anno concesso ai neo-papà, si è data la possibilità a questi ultimi di poter dedicare il proprio tempo ai figli.

Secondo alcune indagini effettuate nel 2014 nello stato coreano, anche se il 64% della popolazione maschile sarebbe disposto ad usufruire di tale diritto, solo il 2% effettivamente l’ha richiesto.

Ciò può essere dettato da varie motivazioni, come, ad esempio, la non disponibilità del capo a concedere un lasso di tempo così vasto. Il Governo, a tal proposito, si è posto l’obiettivo di incrementare la percentuale, portandola fino al 30% entro il 2030, tentando di cambiare, allo stesso tempo, la mentalità e la cultura del Paese.

Si può vedere come la Corea del Sud, stato classificatosi al 115° posto su 145 nell’indice di uguaglianza di genere del Forum Economico Mondiale, si stia spingendo oltre per cercare di cambiare in meglio il modo di vivere del Paese. Facendo un parallelismo l’Italia, si può vedere come la situazione sia abbastanza diversa. Solo con la legge di stabilità del 2016, i giorni relativi al congedo di paternità sono aumentati, passando da uno a due, usufruibili nei 5 mesi successivi al parto. Nonostante questi fossero obbligatori, i due giorni emanati dal nostro Governo non possono essere minimamente confrontati con l’intero anno messo a disposizione dalla riforma del Primo Ministro coreano Park Geun-hye. Mostriamo, pertanto, sotto questo punto di vista, una mentalità ancora retrograda? Quanto tempo servirà ancora per raggiungere un’eguaglianza totale tra i sessi?

Guarda anche:
Lascia un commento

I più cliccati