La killer application della stampa 3D? Le merende

Le stampanti 3D permettono adesso la stampa di dolci e merende: un rivoluzionario sistema di produzione gastronomico ci mostra una nuova applicazione della tecnologia

Fonte: Huffington Post UK

L’applicazione della stampante 3D nel settore gastronomico ha permesso ad un team di ricercatori della Columbia University di creare un nuovo dispositivo capace di stampare dolci. Subito ribattezzato “Digital Food” (letteralmente “Cibo digitale”), il prodotto di questa ricerca di studenti universitari sembra destinato a cambiare radicalmente il modo di concepire la produzione gastronomica del settore dolciario. La macchina messa a punto dai ricercatori sembra infatti capace di creare snack molto complessi.

In sviluppo ormai da più di un anno, la stampante 3D sarà presto in grado di combinare più elementi di vario tipo per stampare letteralmente qualsiasi tipo di dolce: lo scopo è arrivare ad un’autonomia tale da permettere alla macchina di cuocere e combinare paste, creme ed altri ingredienti liquidi con poche preconfigurazioni di sorta, così da dar vita a piccole opere dolciarie degne del miglior pasticciere.

Nonostante l’applicazione delle stampanti 3D nella stampa del cibo rappresenti un grande passo in avanti per l’intero settore produttivo, gli ingegneri della Columbia University credono che le stampanti alimentari non risolveranno nessuna necessità nutritiva di alcun tipo, non cuoceranno tutto ciò che mangiamo e soprattutto non rimpiazzeranno la cucina tradizionale. Al contrario, la stampa del cibo servirà a produrre un’infinita varietà di cibi freschi su richiesta, trasformando ricette digitali ed ingredienti basilari in piatti salutari pronti a soddisfare il fabbisogno nutritivo quotidiano.

Allora perché è stata definita la killer app della stampa 3D? Proprio perché l’applicazione di queste macchine consentirà di “stampare” tutto quel cibo su richiesta che poi finirà sui nostri piatti. Da un punto di vista puramente commerciale, il crescente impiego delle stampanti tridimensionali porterà ben presto dei grandi vantaggi nei costi, nei ritmi e soprattutto nei tempi di produzione.

Tutto verrà reso più rapido ed il consumatore potrà trarne solamente benefici. Attualmente la stampante 3D creata dal team universitario può ospitare otto “cartucce” di cibo. Il prossimo passo sarà quello di integrare un sistema in grado di cuocere il cibo ed applicare differenti livelli di temperatura in base agli ingredienti. Entro la fine dell’anno, i ricercatori sperano di collaudare un prototipo ancor più efficace e con un sistema più accurato.

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