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La 'Mano di Buddha': il frutto della buona fortuna e della prosperità

La 'Mano di Buddha' è un frutto con un'incredibile fragranza e una forma che ricorda la mano umana

Pubblicato:

Stefania Cicirello

Stefania Cicirello

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Content writer, video editor e fotografa, ha conseguito un Master in Digital & Social Media Marketing. Scrive articoli in ottica SEO e realizza contenuti per social media, con focus su Costume & Società, Moda e Bellezza.

La natura ci stupisce spesso con la sua straordinaria varietà di forme e colori. Uno dei frutti più strani e affascinanti che madre natura ci offre è la “Mano di Buddha“, un agrume noto per la sua forma insolita che assomiglia a una mano. Questo frutto, noto anche come “fo-shou” in Cina e “bushukan” in Giappone, non è solo un capriccio della natura, ma è anche associato a una lunga tradizione di buona fortuna e prosperità.

La storia della Mano di Buddha

La “Mano di Buddha” è un tipo di agrume noto scientificamente come Citrus medica var. sarcodactylus. Ciò che lo rende davvero unico è la forma: i suoi segmenti si sviluppano in modo simile alle dita di una mano, conferendogli un aspetto unico. Questo frutto è originario dell’Asia, dove cresce su alberi di dimensioni contenute e arbusti sempreverdi. Le regioni principali di produzione includono la Cina, il Giappone e il nord dell’India. La sua forma fuori dal comune può ingannare gli occidentali, che a volte lo scambiano per piccole banane a causa del colore simile.

L’albero che produce la “Mano di Buddha” prospera in climi temperati e cresce meglio in valli protette. Oltre all’Asia, negli ultimi anni sono sorte coltivazioni in Italia, in particolare in Sicilia e Calabria.

La “Mano di Buddha” come amuleto porta fortuna

In Cina, la “Mano di Buddha” è considerata un simbolo di buona fortuna. Viene spesso posizionata al centro delle tavole durante le feste e regalata agli ospiti come segno di augurio per una vita lunga e felice. In cucina, il frutto viene utilizzato per profumare gli ambienti domestici e addirittura prescritto come tonico e stimolante per l’organismo. È considerato un simbolo di prosperità e longevità. Il nome stesso, “fo-shou,” suggerisce la sua connessione con la fortuna e significa “buddha della fortuna.”

In Giappone, dove il frutto è noto come “bushukan,” è considerato portatore di fortuna per coloro che lo hanno in casa. Durante il Capodanno giapponese, è uno dei regali tipici scambiati tra le persone. La “Mano di Buddha” è utilizzata come elemento decorativo nelle case, sostituendo i fiori nei vasi o accompagnando simboli religiosi. In Giappone, la pianta è coltivata anche come bonsai.

Che gusto ha la Mano di Buddha?

Sebbene la “Mano di Buddha” possa sembrare insolita, il suo sapore è simile a quello del cedro, ma è meno acidulo e ha una polpa interna di colore bianco molto dolce e delicata. Il frutto può essere consumato tagliando le “dita” e affettandole in senso longitudinale. Può essere consumato crudo o utilizzato per preparare marmellate. Ha un basso apporto calorico e non contiene grassi.

La buccia della “Mano di Buddha” è la parte più interessante e profumata. Viene utilizzata per aromatizzare una varietà di piatti dolci e salati, sostituendo spesso il limone. La sua fragranza è così piacevole che viene utilizzata per profumare biancheria e abiti.

Dove Trovare la “Mano di Buddha?

La “Mano di Buddha” è ancora relativamente poco conosciuta in Italia, ma negli ultimi anni la sua coltivazione si è diffusa al Sud. È possibile trovare giovani alberi nei vivai, ma i frutti possono essere più difficili da reperire e spesso si trovano soltanto in negozi e mercati etnici.

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