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"Lo sapevi che": ecco il profilo social che ti incastra

"Lo sapevi che" è il nuovo profilo Facebook che ti inganna, facendoti sottoscrivere servizi a pagamento

“Lo sapevi che” è il nuovo profilo social che ti incastra e ti costringe ad abbonarti a servizi a pagamento. A volte troppa curiosità può fare male. Questo è in sostanza l’insegnamento dato dalla Polizia di Stato, che sul suo profilo Facebook ufficiale punta il dito su alcune pagine social. “Curiosare può essere pericoloso – si legge sulla pagina ‘Commissariato di PS Online’ -. Questa pagina che vi mostriamo, presente nei social, indirizza ad altre pagine tra cui alcune che nascondono servizi in abbonamento non richiesti. Si precisa – continuano le forze dell’ordine nel comunicato diffuso sui social – che il magazine www/losapevateche/com è un’altra cosa ed estraneo a quanto detto.Come al solito prontamente contattate il vostro operatore telefonico e chiedete la disattivazione dei servizi a pagamento e la restituzione del mal tolto. #essercisempre”.

Non è la prima volta che la Polizia di Stato lancia l’allarme sulla propria pagina Facebook, segnalando truffe sui social ai danni dei cittadini e di ignari internauti che si trovano a cliccare i link che gli vengono suggeriti. Questa truffa in particolare fa si che, aprendo le notizie, vengono sottoscritti dei servizi a pagamento non richiesti. Un fatto molto grave, di cui pochi sono a conoscenza. Soprattutto perché il profilo in questione è stato creato per assomigliare a un magazine già esistente che, sottolineano le forze dell’ordine, non c’entra nulla con tutto questo.

Da tempo ormai la Polizia di Stato cerca di mettere in guardia i cittadini tramite il suo profilo Facebook ufficiale, sia quello ‘Commissariato di PS Online’, che Una vita da social. In entrambe le pagine vengono indicate le truffe presenti online, le catene di Sant’Antonio a cui non aderire, i link da non aprire e molto altro. Un modo semplice e sicuro per rimanere sempre informati ed evitare di cadere in facili inganni, come accade spesso sul web.

In collaborazione con Adnkronos

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