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Maturità 2017: spunta la tesina su Totti

Uno studente di un liceo romano ha deciso di presentarsi all'esame di maturità con una tesina su Francesco Totti

Ha deciso di affrontare il temutissimo esame di maturità facendo affidamento sul suo mito: Francesco Totti. Così ha scritto una tesina dedicata a lui, collegando fra di loro le varie materie grazie ad un solo tema: il Pupone.

Accade in un liceo romano dove uno studente ha deciso di rendere omaggio al numero 10 della Roma, con una tesina dedicata tutta a lui.

Il lavoro dedicato a Totti si intitola “Simbolo, mito e leggenda” e il suo autore, Michele, si è presentato all’orale per la maturità con il pallone da calcio sotto il braccio. Vedendolo arrivare i professori sono rimasti a bocca aperta, qualcuno ha provato a protestare, ma effettivamente la tesina del giovane è davvero geniale.

Ad esempio lo sapevate che il pallone, lo strumento di lavoro di Francesco Totti, è un icosaedrotroncato. Significa che è formato da 15 pentagoni, 60 vertici, 20 esagoni e 90 spigoli. Per il latino invece il giovane ha voluto portare Calgaco, nemico di Tacito, proprio come Totti e i laziali. Per l’italiano invece il tema è stato Pasolini e il suo amore per il calcio. Michele ha anche fatto un parallelismo fra i fonemi del poeta ed i podemi del calciatore.

Per le scienze ha invece calcolato il dispendio di energia di un giocatore quando tira un calcio al pallone e la molecola dell’ATP, per la filosofia ha puntato su Hegel e il valore del simbolo. Infine per storia ha scelto di parlare della partita della morte del 1942.

“La prof di scienze – ha raccontato il ragazzo – mi ha subito ammonito: «Ti sembra normale che un ragazzo che fa la maturità porti un pallone?». Io sapevo che quello che stavo facendo era giusto. Cinque anni di scuola mi hanno insegnato cosa vuol dire essere maturo: fare un discorso intelligente con persone che magari non amano l’argomento che stai trattando. Mi sono presentato con questa tesina con su scritto Totti a caratteri cubitali e al primo impatto ho fatto una brutta figura, ma poi quando ho iniziato a parlare hanno capito e mi hanno ascoltato”.

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