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È morto Gianni Boncompagni, autore di "Non è la Rai" e non solo

Gianni Boncompagni, autore e regista di “Non è la Rai” e non solo, è morto all’età di 84 anni

Fonte: Twitter

Gianni Boncompagni è morto oggi all’età di 84 anni. In cinquant’anni di carriera è stato autore e regista di programmi che hanno segnato un’epoca, come “Non è la Rai” e non solo. La sua scomparsa, oggi, porta un grande lutto nel mondo dello spettacolo, che deve molto al suo talento, all’innovazione e alla lungimiranza dimostrata nella sue scelte musicali e nei suoi programmi.

La triste notizia è stata data dalle figlie Claudia, Paola e Barbara, con parole di grande affetto verso il padre: “Dopo una lunga vita fortunata, circondato dalla famiglia e dagli amici se n’è andato papà, uomo dai molti talenti e padre indimenticabile”. A questo sono già seguiti numerosi tweet che ricordano Gianni come “grande Maestro”, colui che “ha inventato tanto sia in radio che in tv” come ricorda affettuosamente il produttore Rudy Zerbi sul social dai 140 caratteri.

Sarà impossibile per il popolo italiano dimenticare un personaggio della sua caratura, che dagli anni ’60-’70 è partito dalla radio per rivoluzionare il mondo della musica e del linguaggio radiofonico del periodo. Con “Bandiera gialla” e “Alto gradimento” insieme al collega e grande amico Renzo Arbore, aveva portato una ventata di freschezza, dando un nuovo significato al movimento della generazione Beat in Italia. “Avevamo inventato i giovani, categoria che non era considerata. Noi prendevamo i pezzi nuovi e li mettevamo in gara tra loro”. È grazie a lui che interpreti e cantautori come Patty Pravo, Lucio Battisti e Fausto Leali si sono fatti conoscere sulla scena musicale italiana, ma il conduttore toscano non ha lavorato solo in radio. In televisione ha lanciato Ambra Angiolini nel programma che ha segnato un’intera generazione, “Non è la Rai” e non solo. Insieme a Raffaella Carrà, con cui è stato fidanzato per dieci anni, ha messo a segno un format di successo dietro l’altro: da “Pronto Raffaella” a “Carramba! Che fortuna” a varie edizioni di “Domenica In”.

“Dei miei programmi salvo soprattutto Macao, molto moderno per l’epoca. E poi “Pronto Raffaella?” che aprì la fascia delle trasmissioni del mezzogiorno e dopo una settimana raggiunse i 14 milioni di spettatori. Un boom oggi incredibile”. Come è incredibile la scomparsa di Gianni Boncompagni, che ci lascia a 84 anni in un giorno che dovrebbe essere di festa e che, invece, si copre di un velo di nostalgia e malinconia per un grande della radio e della televisione italiana.

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