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Puoi avere 5 migliori amici al massimo, lo dice la scienza

Ognuno di noi può avere fino a 5 migliori amici: parola degli scienziati che, con una strana scoperta, gettano una nuova luce sui rapporti d'amicizia

Fonte: Pixabay

I migliori amici son davvero una bella invenzione ma già è difficile trovarne uno, figuriamoci un paio! La scienza però non la pensa così e dimostra che di migliori amici possiamo averne ben 5! L’interessante ricerca condotta dall’Università di Oxford è nata con l’intento di esplorare la cerchia sociale dell’essere umano, in un’epoca (quella di facebook e compagnia bella) in cui i rapporti d’amicizia sembrano affidati più ai social network che al mondo reale. Il centro dello studio prende in considerazione un valore, chiamato numero di Dunbar, secondo il quale il cervello umano è in grado di accogliere consapevolmente al massimo 150 relazioni.

Tutto, quindi, parte da questo famoso numero ricavato dallo psicologo e antropologo britannico Robin Dunbar negli anni ’90, quando ancora non erano esplosi i social media. Con il passare degli anni e gli enormi cambiamenti nel campo delle relazioni sociali, Dunbar decise di riprendere in mano le sue ricerche e di approfondire il concetto di amicizia alla luce dei social. Le indagini si sono concentrate su un campione di 6 miliardi di telefonate realizzate da quasi 35 milioni di persone.

Dalle loro analisi, effettuate in base alla frequenza reciproca delle comunicazioni, Dunbar e colleghi sono giunti alla conclusione che, riutilizzando il famoso numero di Dunbar, possiamo avere solo fino a 5 migliori amici. E i restanti 145? Gli scienziati ipotizzano che, oltre all’esiguo gruppetto degli amici del cuore, 15 sono quelli più stretti, 50 quelli con i quali stabiliamo una relazione meno profonda e i restanti 80 quelli che ci ruotano intorno.

E un’altra domanda sorge spontanea: ma chi sono i nostri amici? Possibile che fra le migliaia di relazioni che si stringono su FB o Twitter, solo un’esigua quantità di queste siano davvero importanti per noi? Dalla ricerca di Dunbar, quindi, emergono dati ben più importanti che vanno al di là di un semplice numero. Da un lato i social media hanno semplificato notevolmente le relazioni interpersonali, permettendoci di restare costantemente informati sulle persone che ci gravitano intorno e annientando le distanze. Dall’altro però è anche vero che la comunicazione interpersonale “reale” il più delle volte è sostituita da quella “virtuale” facendoci perdere il vero senso dell’amicizia. L’abbraccio dei vostri migliori amici quando siete nello sconforto, non può essere mai paragonabile a un “like” postato tra una riga e l’altra del vostro profilo social.

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