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Che differenza c'è tra amare e farsi male di Biagio Antonacci

Quale differenza c'è tra amare e farsi male, se esiste una differenza: Biagio Antonacci ha cercato di spiegarlo nel testo di una sua canzone e in parte c'è riuscito

Fonte: flickr

Che differenza c’è tra amarsi e farsi male? Non è la traccia di un tema di maturità, ma una strofa del brano “Che differenza” di Biagio Antonacci estratto dal cd “9 novembre 2001”. Il cantautore ha provato con le note musicali a dare una risposta alla domanda. In realtà tra amarsi e farsi male esiste una linea sottile di separazione. L’amore è un sentimento meraviglioso e non può far male, però fa soffrire. Si soffre quando la coppia vive di incomprensioni, ci si ammala quando la storia finisce e sicuramente è in questa circostanza che ci si fa del male. Tanto è vero che la canzone inizia con lui che pensa a lei, quindi la sofferenza è nell’abbandono.

E quando si soffre di più? Quando attorno c’è il silenzio. Se l’amore è la stagione più bella, fa piacere ricordarla con la persona che non c’è più. Che differenza c’è tra amarsi e farsi male? Forse nemmeno esiste una differenza, l’amarsi è solo una conseguenza del farsi male. La cronaca quotidianamente racconta di amori malati, lei che lascia lui che a sua volta si vendica uccidendo la sua ex compagna e nei casi più tradici mette fine alla sua esistenza. L’uomo con il suo comportamento tende oggi a dimostrare un diritto di proprietà nei confronti della donna. Non bastano nemmeno le le migliori frasi d’amore per ricostruire il legame.

Nonostante il ritmo rock-pop che potrebbe ingannare, il testo parla da sè. Mille notti a piangere per un amore finito, a cercare un’immagine che parla di lei, in mezzo a tanta sofferenza quello che conta è l’amore e non la vergogna che si prova perchè non si ha la forza di dimenticare. E quando capita un giorno dove i ricordi del passato tornano a tormentare la mente, non c’è un posto dove potersi nascondere. Oggi d’ amore ossessivo si può anche morire. E si ritorna a domandarsi: che differenza c’è tra amarsi e farsi male. Probabilmente non c’è una differenza. Le stagioni passano, anche se si è in grado di guardare il tempo, nulla può scorrere se non devasta tutto quello che trova intorno.

Nel brano di Biagio Antonacci c’è tutta la sofferenza dell’abbandono. Se si fa difficoltà a riconoscere l’ anima gemella, una mossa contro tendenza sarebbe tornare alla prima scintilla dell’innamoramento. Si potrebbe calare il sipario sul vissuto, ricominciare daccapo, cancellare le sofferenze. Avere la forza di far resuscitare un rapporto che nel tempo le abitudini, la routine hanno usurato. Amarsi è farsi del male, perché non si ha voglia di stupirsi.

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