Donald Trump ammette: la Russia dietro gli attacchi hacker

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New York, 11 gen. (askanews) – “Penso sia stata la Russia”. Dopo settimane di attacchi contro l’intelligence statunitense, accusata di voler delegittimare la sua vittoria alle elezioni presenziali, Donald Trump ha ammesso per la prima volta che Mosca avrebbe cercato di influire sull’esito del voto con i suoi attacchi informatici contro il partito democratico, salvo poi dire che forse è stato un altro Paese.

Nella conferenza stampa organizzata alla Trump Tower di New York, il presidente eletto ha negato qualsiasi rapporto con Mosca, ha assicurato che l’Obamacare sarà abrogato e sostituito immediatamente, che sarà il più grande creatore di posti di lavoro e che le aziende che lasciano gli Stati Uniti non la faranno franca.

L’argomento subito toccato è stato quello del rapporto pubblicato da BuzzFeed sui presunti legami tra il presidente eletto degli Stati Uniti e la Russia; rapporto consegnato alla fine dello scorso anno dal senatore repubblicano John McCain all’Fbi, su cui Trump è stato poi informato.

“Una cosa del genere non dovrebbe mai essere scritta o pubblicata” ha detto Trump, aggiungendo che forse quelle informazioni “sono state fornite dall’intelligence”; in un secondo momento, ha poi aggiunto: “Penso sia molto triste quando i rapporti dell’intelligence vengono fatti uscire […] È illegale”. “Il presidente Putin e la Russia hanno detto che quelle sono notizie false. Rispetto il fatto che lo abbia detto”.

I giornalisti lo hanno spesso incalzato sui suoi presunti legami con Mosca. “Non ho debiti, non ho prestiti, non ho accordi, non ho pendenze con la Russia” ha detto Trump. Il miliardario ha poi detto che “la Russia non ha materiale compromettente su di me”.

“Se a Putin piace Donald Trump, beh ragazzi questo è un asset, non un ostacolo, perché abbiamo un rapporto orribile con la Russia”. “Pensate davvero che Hillary (Clinton) sarebbe stata più dura con Putin? Davvero ci credete?”. “Migliori relazioni con la Russia saranno positive per gli Stati Uniti” ha aggiunto.

Altro tema centrale, gli attacchi informatici in campagna elettorale contro i democratici. “Forse gli attacchi informatici sono stati compiuti dalla Russia, ma credo anche da altri Paesi, altre persone”. Ha poi detto che il Cremlino ha cercato di attaccare non solo il partito democratico, ma anche quello repubblicano, ma che non è riuscito a perforare le difese informatiche del suo partito.

“Le agenzie di intelligence sono vitali e molto molto importanti” ha detto Trump, aggiungendo che si aspetta di ricevere un ulteriore rapporto dalle agenzie di intelligence sugli attacchi informatici “entro 90 giorni”, per vedere come “fermare questo nuovo fenomeno”.

Trump ha parlato a lungo anche di economia. Le notizie che arrivano “sono positive”. In particolare, Trump ha citato i progressi del settore automobilistico e ha parlato del fatto che varie aziende hanno annunciato piani di investimento negli Stati Uniti “e non in altri Paesi”. “Ford ha annunciato di aver abbandonato il piano per la costruzione di una fabbrica in Messico e Fiat Chrysler ha fatto sapere che investirà in due fabbriche in Michigan”. “Vorrei ringraziare Fca e Ford e spero che Gm seguirà la stessa strada. Spero che le aziende di molti settori seguiranno” il loro esempio, ha concluso.

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