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Intervista a una spia, cosa vuol dire lavorare per la CIA

Diventare spia della CIA ha sempre affascinato, soprattutto grazie a film e serie tv. Ecco i retroscena svelati in un'intervista esclusiva

Fonte: flickr

Un’ex spia della CIA ha recentemente accettato di essere intervistata su Reddit: si tratta di Doug Laux, l’autore del recente libro Left of Boom: How a Young CIA Case Officer Penetrated the Taliban and Al-Qaeda. Ha spiegato che ha lavorato in molte operazioni in Afghanistan e in tutto il Medio Oriente, rischiando la vita eliminando dei network di ordigni esplosivi improvvisati conosciuti come IED, così come ha rimosso numerosi bersagli di Al-Qaeda e dei talebani sul campo di battaglia.

L’ultima missione consisteva nel prendere parte a una task force top secret che operava nella guerra in Siria. Ritornando in dietro nel tempo, l’ex spia CIA ricorda il momento del reclutamento: dopo aver ascoltato un discorso nell’Università dell’Indiana, decise di iscriversi on line. Fu così che tutto cominciò. Una volta entrato nell’intelligence, il problema fondamentale era mantenere una copertura: decise di dire alla propria famiglia di essere un normale venditore.

Essendo un lavoro piuttosto noioso, non seguirono ulteriori domande a riguardo. Solo ultimamente i genitori di Doug hanno scoperto la verità, togliendosi così un macigno dopo 10 anni di carriera e bugie. In realtà, confessa che le persone a lui più vicine hanno sempre sospettato qualcosa, soprattutto le fidanzate. Temevano le stesse tradendo o peggio fosse un mafioso o un criminale.

Addirittura una delle sue ragazze trovò il cartellino della CIA nascosto nel cassetto dei calzini, ma la spiegazione pare non andò a buon fine. Comunque, Doug non rimpiange di aver passato la sua vita mentendo, dato che si trattava semplicemente di nascondere il proprio lavoro, ma ha sempre cercato di mantenere quanta più normalità fosse possibile nella sua quotidianità.

L’aspetto più duro dell’essere una spia CIA è mantenere la sanità mentale. Spesso per superare lo stress ci si affida anche a droghe e alcool, cercando di sentire sempre l’adrenalina ma soprattutto di dover affrontare situazioni difficili che non possono essere condivise con nessuno.

Se vi state chiedendo se film e libri rispecchiano la realtà, la risposta è nella maggior parte dei casi sì, come vale per Zero Dark Thirty e Billion Dollar Spy. Le produzioni cinematografiche e le case editrici si avvalgono di ex spie CIA come consulenti.

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