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La storia della spiaggia, dal luogo pericoloso a paradiso delle vacanze

Da spiaggia pericolosa a spiaggia paradiso: ecco la storia della spiaggia attraverso l'evoluzione dell'umanità

La storia della spiaggia è lunga come quella dell’umanità. Soprattutto nei mesi estivi, ma in generale durante le vacanze, la spiaggia è associata a un paradiso dove riposare, abbronzarsi e soprattutto stare tranquilli. In poche parole, andare al mare è diventato una sorta di rito culturale. Ma non è sempre stato così, anzi. Dall’antichità fino al XVIII secolo, la spiaggia veniva associata al pericolo, soprattutto per quanto riguarda la natura selvaggia e i paesaggi che ispiravano bellezza ma allo stesso tempo paura. Non a caso, è proprio guardando il mare che Mary Shelley coniò la definizione di sublime: bello seppur terrificante. Inoltre, la spiaggia era diventata la portatrice di sfortune varie a causa delle inondazione e dei naufragi.

Basti ricordare Scilla e Cariddi nell’Odissea o ancora prima il diluvio universale, così come i pirati e le navi cariche di vaiolo e malattie. Nella letteratura occidentale, la spiaggia ha indicato il pericolo in quanto è sempre servita da linea di confine, soprattutto come ciglio simbolico verso l’ignoto. La spiaggia è diventata un paradiso solo negli ultimi due secoli per gli scopi curativi che il mare può avere sulla salute umana, soprattutto in contrasto con il sorgere delle grandi città e della società industriale. La storia della spiaggia cambia radicalmente quando l’Europa in un certo senso scopre questo angolo geografico, sottolineando allo stesso modo che le idee del genere umano riguardo alla natura si evolvono in continuazione, con conseguenze reali per l’ambiente e il mondo intero.

Infatti, secondo il NY Times, tra il 75 e il 90% delle sabbie internazionali sta lentamente scomparendo a causa dell’enorme afflusso di turisti. La spiaggia diventa un paradiso a metà Ottocento, quando i medici iniziano a prescrivere soggiorni ricostituenti alle élite, soprattutto in Inghilterra. Non è un caso che i pittori romantici e impressionisti iniziano a dipingere soggetti in riva al mare o anche semplicemente paesaggi marini. Con i più ricchi cominciano a spostarsi anche le classi meno abbienti, dando un impulso ai primi germi dell’industria turistica delle località di mare. Anche il lessico inizia a cambiare e infatti vacanza, prima associato ad un’assenza lavorativa, adesso è un momento di piacere.

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