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Pompei, scoperta moneta che cambia la storia dell'eruzione

Una moneta trovata a Pompei potrebbe cambiare la storia dell'eruzione, spostando la distruzione della città due mesi più tardi della data indicata

Una moneta potrebbe cambiare la storia di Pompei, fissando la data dell’eruzione e della distruzione della città non più il 24 agosto del 79 dopo Cristo, ma alcuni mesi dopo.

Da tempo gli studiosi stanno discutendo riguardo questa teoria, che sembra confermata dal ritrovamento di un reperto molto importante, si tratta di una moneta che fa parte del tesoro che un pompeiano aveva tentato di portare con sè durante la fuga. Il denario romano è in argento ed è stato analizzato a lungo dagli esperti.

Il motivo? Accanto al volto dell’imperatore Tito stampato sulla moneta di Pompei, si vede anche la scritta “Imp XV”, utilizzata per festeggiare la 15esima acclamazione imperiale. Un evento che si verificò, secondo gli storici, solamente nel settembre del 79, quindi dopo la data presunta dell’eruzione del Vesuvio.

La moneta si trovava nei depositi della soprintendenza e del Museo archeologico di Napoli insieme ad altri reperti, che solo ora sono tornati alla luce e si trovano esposti nella mostra “Tesori sotto i lapilli”, inaugurata nell’Antiquarium degli Scavi. L’esposizione porta alla scoperta dell’Insula occidentalis, zona residenziale destinata ai ricchi signori, composta da domus lussuose con una vista sul golfo.

“Questa mostra – ha spiegato Massimo Osanna, direttore generale della soprintendenza – riguarda un’area di grande fascino, che rappresenta un aspetto importante del gusto pompeiano. L’Insula occidentalis è stata chiusa per troppo tempo, ma nel giro di un anno e mezzo potrà aprire ai visitatori: il Grande progetto Pompei prevede infatti un piano già chiuso e presto a gara, per tracciare un percorso all’interno del settore”.

Nell’area si possono ammirare lucerne, tavoli in bronzo, una meridiana, ampolle, anfore e il sigillo del nobile Marco Fabio Rufo. Oltre alla moneta che apparteneva al tesoretto è presente un sovraporta affrescato rubato nel 1975 e ritrovato dal Comando dei carabinieri per la tutela del patrimonio culturale nel 2008. Infine sono presenti i calchi di quattro pompeiani rinvenuti in una delle case.

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