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La storia di Lina, mamma a soli cinque anni

Lina aveva solo 5 anni quando diede alla luce suo figlio, diventando la mamma più giovane al mondo

Fonte: Twitter

78 anni fa Lina Medina Vasquez dava alla luce il suo primo figlio, all’età di 5 anni. La sua storia ha fatto il giro del mondo, creando discussioni, perplessità e curiosità, sia da parte della comunità scientifica che della gente comune. Chi era Lina? Per scoprire qualcosa di più su di lei dobbiamo spostarci in Perù, a Paurange, un piccolo villaggio remoto in cui la bambina viveva con la famiglia. La sua esistenza sembrava normale sino a quando la madre non si accorse che il ventre della piccola era cresciuto. Preoccupata che si trattasse di un tumore maligno la donna decise di farla visitare presso l’ospedale di Pisco.

Qui la diagnosi fu immediata e sconcertante: Lina era incinta. A soli 5 anni portava in grembo un feto di sette mesi. La piccola venne immediatamente trasportata a Lima per ulteriori accertamenti. Qui venne ricoverata per un mese e mezzo, sino a quando i medici decisero di farla partorire con un cesareo, perché il suo corpo non avrebbe sopportato il trauma della nascita.

Il 14 maggio del 1939 Lina Medina Vasquez diede alla luce un maschio di 2,7 kg. Decise di chiamarlo Gerardo Alejandro, in onore dei dottori che l’avevano seguita: Gerardo Lozada e Alejandro Busalleu. Il suo caso destò molto scalpore e il padre venne arrestato con l’accusa di violenza sessuale, anche se in seguito fu scarcerato per assenza di prove. Lina non volle mai rivelare chi fosse il padre del bambino nè le circostanze del concepimento.

Il piccolo Gerardo crebbe senza problemi, convinto che Lina fosse sua sorella. Solo all’età di 10 anni scoprì la verità a causa del crudele gioco di altri bambini. In seguito morì a 40 anni a causa di una malattia del midollo osseo. E Lina? Nel 1970 trovò l’amore e si sposò con Raul, da cui ebbe il suo secondo figlio. Il caso della mamma bambina venne studiato da moltissimi esperti e finì su diverse riviste scientifiche. I rapporti medici, pubblicati su La Presse Medicale da Edmundo Escumel consentirono di identificare l’accaduto come un raro caso di pubertà precoce, che colpisce una persona su diecimila e ha nelle femmine un’incidenza pari a 1 a 10.

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