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Cosa vuol dire organizzare un matrimonio LGBTQ

Cos'è un matrimonio LGBTQ? Non tutti conoscono il significato di questo acronimo, ma rappresenta una realtà ben precisa e tipica della società odierna

Fonte: pixabay

Molte persone ignorano cosa si intenda con matrimonio LGBTQ, motivo per cui risulta molto utile sciogliere questo dubbio spiegando il suo corretto significato. Negli anni Novanta questo acronimo è stato coniato per ampliare il concetto di comunità gay e, più esattamente, si traduce come Lesbiche, Gay, Bissessuali e Transgender. La lettera “Q” (Queer, in inglese) contraddistingue, invece, tutte quelle persone che non hanno ancora ben chiara quale sia la loro reale identità sessuale. Con il termine LGBTQ, quindi, viene indicata una precisa identità di genere e in un primo momento è stato utilizzato soprattutto in ambito mediatico e all’interno dei centri sociali.

Una volta compreso questo, risulterà sicuramente più facile capire come si possa organizzare un matrimonio LGBTQ, il quale è riconosciuto a livello civile ormai in molte nazioni. Purtroppo, esistono ancora troppi pregiudizi nei confronti di questa realtà e le domande che si pongono alcune persone talvolta possono sembrare superficiali e inadeguate. Vediamo allora di sfatare alcuni miti. Quando si sposa una coppia gay, non c’è una regola sull’abito da indossare: ognuno si veste come preferisce. Tra due sposi non ci sono ruoli da stabilire e i partner agiscono secondo la massima spontaneità.

Non esistono regole nemmeno per quanto riguarda la cerimonia: è possibile percorrere il corridoio che ci separa dal partner con un familiare oppure da soli. Anche per le coppie gay è possibile trovarsi nella condizione di dover discutere con chi si occupa del banchetto o delle bomboniere oppure, addirittura, con tutte quelle persone curiose che ancora prima di arrivare al giorno delle nozze chiedono in continuazione agli sposi se è loro intenzione avere dei figli: gli indiscreti non mancano mai all’appello.

A cosa servono tutti questi discorsi apparentemente futili, verrebbe spontaneo pensare? Molto semplicemente, a chiarire che non c’è alcuna differenza tra organizzare un matrimonio LGBTQ o uno eterosessuale. Quando c’è un matrimonio in vista, si incontrano le stesse difficoltà, il tempo richiesto per i preparativi è il medesimo e l’unica cosa che conta è quello di vedere alla fine due persone felici che hanno coronato, talvolta dopo varie peripezie, il loro sogno. Non ci sono norme né limitazioni, è l’amore che conta e che è il principale protagonista.

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