Don Paolo, il prete tennista che gioca i tornei

Don Paolo è un prete speciale con la passione per il tennis. Fra una messa e l'altra infatti partecipa a tornei e incontri

Fonte: Facebook

Don Paolo Bettonagli non è solamente un prete, ma anche un tennista professionista che partecipa a tornei (e vince). Il sacerdote ha 52 anni e arriva da Tirano, piccolo paese della Valtellina, dove si occupa di una comunità di fedeli. Fra una comunione e una messa però Don Paolo ha scelto anche di coltivare la sua passione per il tennis, iniziata quando era giovanissimo e abbandonata per via della vocazione religiosa.

Don Paolo ha iniziato a praticare il tennis quando era ancora un bambino e da allora quello sport non l’ha mai lasciato: “Ai tempi si giocava per strada – ha raccontato alla rivista “Il tennis italiano” – perché dalle nostre parti le strutture scarseggiavano. Poi è arrivato un campetto e da ragazzo ci ho giocato qualche ora. Ma sempre e solo per divertimento”.

Nel 1991 è stato ordinato sacerdote e da allora non ha più praticato il tennis, sino a qualche tempo fa, quando ha deciso di riprendere la racchetta in mano: “Ero parroco in provincia di Varese e alcune persone del paese mi hanno spronato a riprendere a giocare insieme a loro – ha spiegato -. Dicevano che giochicchiavo benino, così mi hanno spinto a fare la tessera agonistica e a iniziare con i tornei”

Oggi il prete ha una classifica 4.3. “I miei superiori sono al corrente della mia passione e del fatto che gioco i tornei – ha svelato -. Al di là della parte sportiva, il tennis mi ha dato la straordinaria opportunità di conoscere tantissime persone. Prima di un match mi presento sempre: piacere, Paolo, sono un prete. Tanti ne restano sorpresi – ha detto il religioso -, ma in quindici anni di tennis a livello agonistico sono anche nate delle vere amicizie e dei rapporti di stima reciproca. È capitato che alcune persone che si erano allontanate dal cammino di fede, conoscendomi e parlando dopo una partita di tennis, si siano riavvicinate. Come è successo che alcuni miei avversari, sapendo del mio servizio (non quello con la racchetta, ndr), mi abbiano proposto di berci una birra insieme per chiedermi qualche consiglio su alcune situazioni della loro vita”.

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