Fichi d'India, non mangiarne troppi! Cosa possono causare i semi

Il fico d'India è un frutto dolcissimo e dal sapore particolare, ma se soffrite di alcune patologie pensateci bene prima di mangiarlo!

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I fichi d’India sono un frutto meraviglioso, dal sapore esotico ma che siamo abituati a degustare nel sud della nostra bella penisola: provengono dall’America centrale, ma sono diventati un simbolo della Sicilia e dei paesi che affacciano sul Mediterraneo.

Se vi piacciono, siete in ottima compagnia: sono un frutto molto utilizzato in tantissime preparazioni, sia dolci che salate.

Un frutto molto dolce: occhio alla glicemia

Attenzione però, perché come spesso accade non è sufficiente che sia frutta per essere considerata salutare al 100%: i fichi d’India sono molto dolci, ma visto che al loro interno ci sono anche moltissime fibre, queste vanno a bilanciare l’indice glicemico e il frutto può essere consumato anche da chi deve stare attento agli zuccheri, ma con moderazione.

I fichi d’India sono anche molto ricchi di acidi grassi, lipidi, minerali e vitamine: attenzione però perché se la pectina contenuta nel frutto aiuta il transito intestinale, i semi possono invece provocare costipazione.

Il problema dei semi

I fichi d’India stimolano la diuresi e sono ricchissimi di antiossidanti, ma sono proprio i semi il loro problema principale, anche perchè sono numerosissimi: come detto possono causare costipazione in modo anche grave a chi soffre in generale di stipsi e sono assolutamente da evitare per chi soffre di diverticolite.

I semi potrebbero infatti fermarsi nei diverticoli, comportando una forte infiammazione e grandi disagi a chi soffre di questa patologia.

Attenzione alle allergie

Problemi dai fichi d’India potrebbero nascere anche per via di reazioni allergiche, con sintomi tipo gonfiore delle labbra, lingua e gola con una sensazione di pizzicore. Sono sintomi transitori, che in genere vanno via da soli, ma che se persistono vanno valutati da un medico.

Il fico d’India è commestibile in ogni sua parte: nell’antichità le “pale” del fico d’India che non fiorivano venivano usate per scopi curativi, applicate direttamente sulla parte o in forma di decotto. Con il fico d’India si curava il mal di gola, la febbre della malaria, eruzioni cutanee e lussazioni. I fichi d’India venivano anche fatti seccare per accendere il fuoco e ancora oggi in fitoterapia vengono usati come diuretico.

 

 

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