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Le città più sostenibili del mondo nel 2026: la classifica sorprende, c'è anche una meta italiana

Pubblicata la classifica 2026 delle destinazioni più sostenibili: domina il Nord Europa ma tra le prime 40 compare anche una città italiana.

5 min di lettura

Stefania Cicirello

Stefania Cicirello

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Content writer, video editor e fotografa, ha conseguito un Master in Digital & Social Media Marketing. Scrive articoli in ottica SEO e realizza contenuti per social media, con focus su Costume & Società, Moda e Bellezza.

Viaggiare non significa più soltanto scegliere una destinazione per i suoi monumenti, il paesaggio o la cucina. Sempre più persone, infatti, guardano anche alla qualità dei trasporti pubblici, alla tutela dell’ambiente, all’inclusione sociale e alle politiche adottate per ridurre l’impatto del turismo sui residenti.

Il Global Destination Sustainability Index 2026 ha analizzato proprio questi aspetti, individuando le destinazioni internazionali che stanno ottenendo i risultati migliori. La classifica comprende quaranta città e riserva una sorpresa anche all’Italia, presente con una sola metropoli.

Come viene costruita la classifica delle città sostenibili

Il GDS-Index considera quattro aree: prestazioni ambientali, progresso sociale, sostenibilità della filiera turistica e capacità delle amministrazioni di gestire e promuovere la destinazione in modo responsabile. Vengono quindi esaminati anche hotel e strutture certificate, strategie climatiche, accessibilità, inclusione, gestione degli eventi e collaborazione tra enti pubblici e operatori privati.

L’edizione 2026 mostra un miglioramento generale: l’89% delle destinazioni valutate anche l’anno precedente ha aumentato il proprio punteggio. La media complessiva ha raggiunto il 74,27%, il risultato più alto dall’avvio del programma nel 2016. Il GDS-Movement precisa però che una buona posizione non rende una città completamente sostenibile: la graduatoria misura soprattutto progressi, strategie e risultati documentabili.

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Le dieci città più sostenibili del mondo nel 2026

Il vertice è dominato dall’Europa settentrionale. La Top 10 completa comprende:

  1. Helsinki, Finlandia
  2. Göteborg, Svezia
  3. Copenaghen, Danimarca
  4. Aarhus, Danimarca
  5. Aalborg, Danimarca
  6. Glasgow, Regno Unito
  7. Sydney, Australia
  8. Belfast, Regno Unito
  9. Montréal, Canada
  10. Reykjavík, Islanda

La Danimarca riesce dunque a piazzare ben tre città tra le prime cinque. Sydney è invece l’unica destinazione dell’area Asia-Pacifico nella Top 10, mentre Montréal rappresenta il Nord America.

Helsinki conquista il primo posto

Helsinki guida la classifica con un punteggio complessivo del 92,94%. La capitale finlandese raggiunge il 99% nella sostenibilità della filiera locale, il 97% nella gestione della destinazione, l’89% nelle prestazioni ambientali e l’86% nel progresso sociale.

Il risultato deriva da un sistema nel quale trasporti pubblici, strutture ricettive, organizzatori di eventi e istituzioni collaborano seguendo obiettivi comuni. La città punta inoltre sull’accessibilità e sull’inclusione, considerate parti essenziali di un turismo capace di produrre benefici anche per chi vive stabilmente sul territorio.

Al secondo posto si trova Göteborg con il 91,29%. La città svedese può contare sul 95% del trasporto pubblico alimentato da energie rinnovabili e su una quota di camere d’albergo dotate di certificazione ambientale vicina all’88%. Copenaghen completa il podio con il 90,35%.

Cosa cambia per chi visita queste città?

La classifica offre anche indicazioni concrete per chi vuole organizzare un viaggio più responsabile. Nel 2026, nelle destinazioni analizzate, il 58,63% delle camere d’albergo risulta coperto da certificazioni ambientali indipendenti, contro il 34,26% del 2023. La quota delle sedi congressuali certificate è salita dal 47,21% al 72,06%, mentre quella delle agenzie specializzate nell’organizzazione di eventi è più che raddoppiata, passando dal 16,86% al 39,05%.

Il miglioramento, quindi, coinvolge direttamente hotel, strutture culturali e operatori turistici. Resta però un dato da leggere con attenzione: sebbene molte città abbiano fissato obiettivi di riduzione delle emissioni entro il 2030, soltanto il 38,3% riesce già a dimostrare risultati misurabili rispetto agli impegni assunti. Per il viaggiatore, controllare certificazioni, collegamenti pubblici e politiche ambientali della struttura scelta può quindi fare una differenza reale.

Milano è l’unica città italiana presente

La meta italiana entrata nella classifica è Milano, che occupa il 26° posto con un punteggio complessivo dell’80,71%. La città guadagna otto posizioni rispetto all’edizione precedente e ottiene l’84% per il progresso sociale, l’83% per la gestione della destinazione, l’80% per le prestazioni ambientali e il 76% per la sostenibilità della filiera locale.

Milano partecipa al GDS-Index dal 2022 ed è stata la prima città italiana ad aderire al programma. Il risultato riconosce il tentativo di integrare ambiente, inclusione digitale, sanità pubblica, trasporti, istruzione e servizi sociali nella strategia turistica e urbana.

Il dato non cancella problemi come traffico, inquinamento e consumo di suolo. Dimostra però che la sostenibilità di una destinazione viene valutata attraverso un insieme più ampio di politiche, comprendendo anche la capacità di coinvolgere alberghi, sedi per eventi, istituzioni culturali e operatori turistici.

La presenza di una sola città italiana tra le quaranta selezionate segnala comunque quanto lavoro ci resta da fare. La classifica premia città capaci di trasformare il turismo in uno strumento di rigenerazione urbana, migliorando contemporaneamente l’esperienza dei visitatori e la qualità della vita dei residenti.

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