Fonte: ANSA

Donald Trump svela un piano clamoroso per una "presenza permanente sulla Luna": cosa accadrà nel 2032

Donald Trump rilancia una presenza permanente sulla Luna. Dal 2032 dovrebbe iniziare una nuova fase: ecco come prenderà forma la nuova base.

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Giuseppe Guarino

Giuseppe Guarino

Giornalista

Ph(D) in Diritto Comparato e processi di integrazione e attivo nel campo della ricerca, in particolare sulla Storia contemporanea di America Latina e Spagna. Collabora con numerose testate ed è presidente dell'Associazione Culturale "La Biblioteca del Sannio".

Donald Trump rilancia il discorso sulla conquista dello spazio con un piano che promette una presenza permanente sulla Luna. Un annuncio clamoroso, in grado di accendere la curiosità di tutti su un futuro nel quale vivere e lavorare sul nostro satellite potrebbe diventare realtà. Abbiamo anche una data, il 2032, destinato a essere l’anno chiave di questo obiettivo così ambizioso. Ma che cosa prevede il progetto e che cosa potrebbe accadere quando arriverà il momento?

L’annuncio di Trump e il progetto per tornare permanentemente sulla Luna

Andiamo con ordine e partiamo dal principio. L’8 ottobre scorso, la Casa Bianca ha rilanciato su X l’intenzione di stabilire una presenza americana permanente sul nostro satellite. Trump ha collegato l’obiettivo al programma Artemis della NASA, evocando anche il successivo passo verso Marte.

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L’idea è quella di trasformare gli sbarchi in un’attività duratura, con strutture che permettano agli astronauti di vivere, lavorare e fare ricerca per periodi sempre più lunghi. L’annuncio è arrivato durante un evento dedicato alle nuove iniziative scientifiche promosse dall’amministrazione statunitense.

La zona individuata è vicina al polo sud lunare. Prima di costruire un avamposto, però, bisogna preparare il terreno: portare strumenti, garantire energia, organizzare comunicazioni e spostamenti. Tra i traguardi annunciati figura il ritorno degli astronauti sulla superficie entro la fine del 2028. Il progetto coinvolge inoltre aziende private e partner internazionali, inserendosi nella competizione spaziale con la Cina.

Come prenderà forma l’avamposto lunare immaginato da Trump

Il percorso verso la creazione di un insediamento stabile sulla Luna è articolato in tre fasi. La prima prevede missioni robotiche, rover, strumenti scientifici e dimostrazioni tecnologiche per sviluppare mobilità, produzione energetica, navigazione e comunicazioni. La NASA punta ad aumentare gli sbarchi automatici, con un obiettivo fino a trenta atterraggi robotici a partire dal 2027.

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Nella seconda fase arriverebbero infrastrutture parzialmente abitabili e rifornimenti regolari, necessari per sostenere le attività degli equipaggi. Dal 2032 dovrebbe iniziare la terza: l’assemblaggio di un avamposto permanente con habitat e attrezzature più pesanti. Si tratta dunque dell’avvio di una nuova fase, con una base destinata a crescere progressivamente.

Nei piani compaiono moduli abitativi dell’Agenzia Spaziale Italiana, un rover pressurizzato giapponese e un veicolo canadese. Le permanenze potrebbero essere inizialmente calibrate su periodi di trenta giorni, mentre il programma punta a missioni con equipaggio sempre più frequenti.

Energia nucleare e risorse lunari: la sfida per restare

Per restare sulla Luna servirà soprattutto energia affidabile. NASA e Dipartimento dell’Energia statunitense hanno annunciato una nuova intesa per sviluppare tecnologie nucleari destinate all’esplorazione spaziale. Il reattore a fissione Lunar Reactor-1 dovrebbe alimentare la futura base anche durante le lunghe notti e nelle zone in ombra.

Le condizioni saranno impegnative: nelle aree del polo sud considerate dal progetto, le temperature possono spaziare indicativamente da circa -203 a oltre 54 °C. Proteggere astronauti e apparecchiature richiederà soluzioni capaci di funzionare in un ambiente estremo.

Si studia anche la possibilità di utilizzare l’acqua lunare e il suolo come risorse per sostenere l’avamposto e realizzare strutture. L’ambizione finale è fare della Luna un laboratorio per imparare a vivere lontano dalla Terra e preparare future missioni umane verso Marte.

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