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Un pianeta "puzzolente" e coperto di magma: la scoperta che sfida ogni classificazione

Gli scienziati scoprono un pianeta ricoperto di magma (ed estremamente puzzolente): le sue caratteristiche lo rendono unico e difficile da spiegare.

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Giuseppe Guarino

Giuseppe Guarino

Giornalista

Ph(D) in Diritto Comparato e processi di integrazione e attivo nel campo della ricerca, in particolare sulla Storia contemporanea di America Latina e Spagna. Collabora con numerose testate ed è presidente dell'Associazione Culturale "La Biblioteca del Sannio".

Nell’immensità del cosmo è stato scoperto un pianeta estremo, avvolto da gas dall’odore pungente e ricoperto da un oceano di magma. È questa l’immagine che viene fuori da una recente scoperta astronomica che sta mettendo in discussione tutte le categorie con cui siamo abituati a descrivere i pianeti che si trovano fuori dal Sistema Solare. Anche perché questo oggetto è così anomalo da sfuggire a ogni definizione tradizionale. Ma come mai è così puzzolente?

Un pianeta di lava e gas puzzolente: identikit di un oggetto celeste estremo

Andiamo con ordine e partiamo dal principio. Il pianeta di cui stiamo parlando è L 98-59 d, situato a circa 35 anni luce dalla Terra e osservato grazie al James Webb Space Telescope.

Le osservazioni raccontano di un ambiente radicalmente diverso da qualsiasi cosa conosciamo: la sua superficie sarebbe dominata da un vasto oceano di magma, mentre l’atmosfera è carica di gas solforati. Tra questi, l’idrogeno solforato – lo stesso composto che sulla Terra è associato all’odore di uova marce – ha contribuito a far guadagnare al pianeta il soprannome di “più puzzolente della galassia”.

Non si tratta solo di un pianeta caldo: è un sistema dinamico, sul quale superficie e atmosfera interagiscono continuamente. Le radiazioni della stella attorno a cui orbita innescano reazioni chimiche che producono gas, poi assorbiti dal magma e successivamente rilasciati. Un ciclo continuo che rende questo mondo estremamente instabile.

Un pianeta che non rientra in nessuna categoria

Ma ciò che rende davvero affascinante L 98-59 d è la sua natura ibrida. Non è un pianeta roccioso come la Terra, e non è nemmeno un gigante gassoso come Nettuno o Giove.

Con dimensioni pari a circa 1,6 volte quelle terrestri ma una densità insolitamente bassa, questo oggetto sembra collocarsi a metà strada tra le due categorie note. Gli scienziati ipotizzano che in origine potesse essere simile a un mini-Nettuno, dotato di una spessa atmosfera, poi modificata nel tempo da processi di perdita di gas e trasformazioni interne.

Il risultato è un pianeta che sfugge alle classificazioni tradizionali, tanto da suggerire l’esistenza di una nuova classe di mondi: pianeti ricchi di zolfo, con interni fusi e atmosfere in continuo scambio con la superficie. In pratica, ci obbliga a rivedere le categorie con cui finora abbiamo organizzato l’universo.

L 98-59 d può offrirci uno sguardo sul passato della Terra

Paradossalmente, studiare un pianeta così inospitale può aiutare a comprendere meglio la storia della Terra. Secondo gli scienziati, nelle sue fasi iniziali anche il nostro pianeta – così come Marte – potrebbe essere stato ricoperto da un oceano di magma.

Analizzare mondi come L 98-59 d significa quindi osservare una sorta di “istantanea” di ciò che la Terra potrebbe essere stata miliardi di anni fa. Un laboratorio naturale per studiare i processi che portano alla formazione di superfici solide, atmosfere stabili e, in alcuni casi, condizioni favorevoli alla vita.

Questa scoperta, infine, apre anche una prospettiva più ampia: l’universo potrebbe essere popolato da pianeti molto più diversi e variegati di quanto abbiamo immaginato finora. Mondi che non rientrano nelle categorie classiche e che richiedono nuovi modelli per essere compresi.

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