Hacking, ecco come scoprire se un hacker ti ha attaccato

Nel mondo altamente informatizzato di oggi è sempre più facile che i nostri sistemi vengano violati: ecco come scoprire se un hacker ti ha attaccato

29 Novembre 2021
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Scoprire se un hacker ci ha attaccato è una curiosità alla quale tanti di noi vorrebbero dare una risposta per godersi appieno e senza pensieri ogni propria attività online. Con l’informatizzazione completa delle nostre vite quotidiane, infatti, i crimini informatici legati all’hacking si moltiplicano e ci lasciano spesso in balia di uno stato di completa insicurezza.

Alla base della violazione dei sistemi informatici c’è generalmente la possibilità di ottenere un guadagno economico sfruttando i dati presenti sul computer o sullo smartphone attaccato (o nella rete di cui questi dispositivi fanno parte). Anche perché, non a caso e ogni volta che navighiamo sul web, i nostri sistemi sono sempre di più un coacervo di dati personali e tracce più o meno grandi che lasciamo un po’ ovunque. Roba che fa gola a tanti malintenzionati.

Per questo motivo, gli hacker mirano a raccogliere i nostri dati per utilizzarli direttamente (ad esempio i codici delle nostre carte di credito, oppure documenti particolari presenti sul nostro hard disk), per rivenderli oppure per ricattarci sfruttando nostre eventuali lacune e debolezze.

Hacker: come entrano nei pc e cosa possono fare

In generale, un hacker entra in un pc sfruttando una breccia nella sua sicurezza, un po’ come un esercito nemico che assedia le mura di un castello medievale. Uno degli strumenti più utilizzati per introdursi in un sistema informatico è quello della mail di phishing.

Sfruttando i dati personali che un utente ha (volutamente o meno) lasciato in rete, come indirizzi e-mail, numeri di telefono e altri contatti, gli hacker tentano spesso un approccio diretto inviando un sms o una e-mail contenente un link in grado di causare una breccia nel sistema. Questo link ci redirigerà su una pagina dall’apparenza familiare nella quale inserire eventuali password e dati sensibili, oppure dalla quale scaricare programmini contenenti spyware, trojan o virus in generale.

Ecco quindi spiegato come fanno gli hacker a entrare nei pc e quindi a prendere il controllo dei sistemi informatici desiderati. Una volta ottenuto l’accesso ad un sistema, i cybercriminali sfruttano le loro doti da programmatori esperti per impossessarsene e completare l’assedio.

È a questo punto che bloccano le attività del computer ospite, talvolta criptando i dati presenti sull’hard disk e chiedendo soldi in cambio per sbloccarli. Scoprire di essere stato attaccato da un hacker, a questo punto, è lapalissiano. E probabilmente, a questo punto, è troppo tardi per riuscire a venirne fuori indenni.

Il messaggio di riscatto: strumento principe degli hacker

Il modo più facile per scoprire se un hacker ti ha attaccato è in genere quello di ritrovare messaggi di riscatto provenienti da una serie di malware o ransomware che non fanno altro che disturbare le attività del nostro sistema, talvolta trafugando dati sensibili. Tali programmi, molto spesso, arrivano a criptare i file presenti sul nostro computer, oppure fanno comparire delle schermate di pubblicità indesiderata o addirittura dei messaggi che ci avvertono che il nostro hard disk è stato bloccato dalla polizia o da qualche altra autorità.

Questi messaggi offrono ovviamente anche la soluzione per decriptare i dati o per poter eliminare finalmente i messaggi indesiderati: versare una determinata somma, ovvero pagare un riscatto per eliminare il ransomware.

Si tratta, ovviamente, di una strada da non percorrere mai, in quanto penalmente perseguibile come fiancheggiamento di attività criminali. La soluzione più immediata consiste invece nel provare subito a riavviare il computer (alcuni di questi programmi non attaccano davvero il pc, ma si limitano a simulare tale attacco, tanto che sono chiamati scareware). Qualora i messaggi e il criptaggio dei dati continuino a venir fuori, sarà necessario affidarsi alle mani sapienti di tecnici esperti in sicurezza informatica, che riusciranno a de-hackerare il nostro sistema e, nel migliore dei casi, a riconsegnarci i nostri dati in tutto il loro splendore.

Se invece vi state chiedendo come facciano gli hacker a lanciarvi questi messaggi, sappiate che in genere tutto ciò avviene tramite sms contenenti link fraudolenti come la simulazione del celebre messaggio “il tuo iPhone è stato hackerato”, e-mail dallo stesso tono o banner ingannevoli che vi avvertono circa la necessità di aggiornare una determinata app.

Come scoprire se un hacker ti ha attaccato in base ai segnali software

In generale, i software e le app che utilizziamo tutti i giorni sono uno degli obiettivi principali degli hacker, tant’è che il loro malfunzionamento può essere il metodo più immediato per scoprire se il sistema sia stato attaccato o meno.

Innanzitutto perché, verificando costantemente l’elenco del software installato, è possibile accorgersi di eventuali corpi estranei. Vere e proprie applicazioni che compaiono nel nostro elenco programmi senza che nessuno – apparentemente – le abbia mai messe lì. Questo perché uno dei modus operandi tipici degli hacker è quello di mascherare i propri strumenti dietro la rassicurante immagine di software benigno e comune, come avviene per esempio con le tantissime app clonate presente sugli store digitali dei nostri smartphone.

Un ulteriore segnale che questi programmi possano essere stati installati in maniera fraudolenta sul nostro pc è l’eventuale malfunzionamento di mouse, tastiera o altri dispositivi di input. Quando, per esempio, il puntatore si muove in maniera casuale e sembra non farci cliccare nel punto esatto che vorremmo selezionare, oppure se i caratteri non compaiono sullo schermo in maniera precisa. Di solito, se succede tutto questo, è possibile che ci siano software hacker che influiscono sul funzionamento dell’hardware del nostro PC.

Ancora, i programmi hacker in genere hanno effetti sulla sicurezza del sistema, disabilitando automaticamente software antivirus, firewall, task manager o addirittura modificando il registro di sistema. Qualora notaste che questi strumenti non funzionino correttamente, è chiaro che nel computer c’è qualcosa che non va: un corpo estraneo che influisce non visto sul normale funzionamento della macchina. Spesso l’opera di un hacker.

La soluzione, in questi casi, consiste semplicemente nel disinstallare i software indesiderati o che non riconosciamo. Ci sono molti programmi gratuiti che mostrano l’elenco di tutto ciò che installato nel nostro pc e consentono di eliminare tutto ciò che ha un aspetto sospetto.

Gli hacker possono attaccare anche i nostri profili social: come capirlo

Gli hacker non possono soltanto prendere di mira il nostro computer e il nostro smartphone, ma anche i nostri profili social. Il loro obiettivo, in questo caso, è carpire le nostre informazioni personali o accedere alla nostra rete di amici o follower per lanciare loro messaggi fraudolenti. Spesso, i social sono il primo mezzo utilizzato per diffondere virus, malware, o basi per truffe informatiche.

Uno dei primi metodi per accorgersi se i nostri canali social sono stati hackerati consiste nel controllare i nostri contenuti e i nostri messaggi: se compaiono elementi che non abbiamo mai pubblicato o messaggi che non abbiamo mai mandato a nessuno, è probabile che siamo arrivati a scoprire che un hacker ci ha attaccato. Talvolta, è possibile individuare un’attività simile anche nella ricezione troppo frequente di richieste di amicizia\following. Oppure, al contrario, se risulta che siamo stati noi ad aver effettuato queste richieste ma in realtà non è mai successo.

Nel momento in cui notiamo qualcosa del genere, è opportuno avvertire i nostri contatti di non accettare nessuna richiesta proveniente da noi e, al contempo, segnalare il tutto al sito. In generale, gli attacchi social avvengono per via della poca sicurezza informatica di gran parte dei nostri account.

La stragrande maggioranza degli utenti ignora completamente i rischi della rete, non dotandosi della giusta dose di strumenti di sicurezza. Basta pensare alle password: tanti di noi utilizzano chiavi di accesso deboli, facilmente individuabili e che non rispettano gli standard di sicurezza che rendono più complesso la loro individuazione.

Quali sono le soluzioni per prevenire un attacco hacker?

La prevenzione è generalmente il metodo migliore per evitare qualsiasi danno ed eventualmente scoprire per tempo se il nostro sistema sia stato attaccato da un hacker. Utilizzare password complesse, come abbiamo già detto, è il primo passo.

Il secondo è quello di imparare a comprendere i maggiori segnali di un eventuale attacco hacker, così come abbiamo visto in questo articolo. Essere informati e coscienti dei pericoli aiuta tantissimo. La formazione informatica, specie nelle aziende, è necessaria per evitare sorprese indesiderate che potrebbero ripercuotersi sull’intero sistema produttivo.

Gli strumenti di ripristino offerti da tutti i sistemi operativi moderni, inoltre, spesso consentono di riportare il computer allo stato precedente all’intrusione dell’hacker, per tentare di arginare la minaccia e recuperare i dati prima di procedere ad una formattazione o alla rimessa in sicurezza del sistema. Per proteggere i propri dati, in generale, lo strumento migliore è quello di effettuare backup periodici e frequenti, anche in cloud, che ci consentano di recuperarli in ogni momento.

Infine, un piccolo investimento in sicurezza informatica è quello che consente più di ogni altra cosa di prevenire gli attacchi hacker. Software come antivirus e antimalware esistono appunto per questo e riescono molto spesso a bloccare i tentativi di intrusione più comuni. Ma è anche importante mantenere aggiornati tutti i propri sistemi con le ultime versioni disponibili del sistema operativo o dei software applicativi. Gli stessi produttori, infatti, ogni volta che scoprono una possibile breccia nei loro programmi provvedono a richiuderla: è per questo motivo che gli aggiornamenti software non devono essere visti come una noiosa perdita di tempo ma piuttosto come un momento fondamentale della vita dei nostri dispositivi informatici.

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