In Italia esistono più di 3600 alberi monumentali

Un patrimonio da valorizzare e rispettare

11 Maggio 2021
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Fonte: 123rf

Sono ben 3.662 gli alberi che costituiscono il patrimonio arboreo monumentale italiano censito. L’Elenco degli Alberi Monumentali italiani si arricchisce con 115 nuove iscrizioni proposte dalle Regioni Basilicata, Lazio, Liguria, Piemonte, Puglia, Sardegna e Sicilia, ma al tempo stesso soffre di alcune riduzioni dovute a morte naturale, abbattimento o elevato deperimento strutturale e fisiologico. A darne notizia, come riporta l’Ansa, è il Mipaaf (Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali).

Gli esemplari che fanno parte di questo prezioso patrimonio si contraddistinguono per il grande valore biologico ed ecologico (ovvero età, dimensioni, morfologia, rarità della specie, habitat per alcune specie animali), ma anche per l’importanza storica, culturale e religiosa che assumono in determinati contesti territoriali e per il loro rapporto con emergenze di tipo architettonico.

Abbiamo per esempio il cerro-sughera di Valbrevenna (GE), specie rara in Liguria, rinvenuta ad un’altitudine di 1300 m sul livello del mare, ben al di sopra della quota rispetto all’areale di distribuzione della specie; la farnia di Policoro (MT), per il contesto vegetazionale in cui è inserita, il Bosco di Policoro, prezioso relitto di bosco planiziale, e per la contestuale rarità della specie in ambito regionale.

L’elenco è davvero lungo e comprende anche la sequoia sempreverde di Biella che, con 810 cm di circonferenza, risulta tra le più grandi finora classificate in Italia; l’insieme omogeneo di lentisco nell’agro di Loculi (NU), un piccolo bosco di circa 5 ettari di estensione formato da esemplari di lentisco ultracentenari con portamento arboreo e di notevoli dimensioni (fino a 8,5 metri di altezza e oltre 250 cm di circonferenza) in cui le piante sono cresciute così tanto da entrare in contatto l’una con l’altra intrecciandosi e formando una macchia fitta ed, in alcuni punti, impenetrabile.

Il secolare faggio di Monte San Giovanni in Sabina (RI), oltre all’elevato valore ecologico per le cavità presenti nel tronco e nelle ramificazioni della chioma presenta un notevole valore culturale legato alla tradizione della popolazione di visitare l’esemplare che predomina sul Monte Tancia caratterizzandone il paesaggio. Le roverelle del Bosco dell’Incoronata a Foggia, infine, la cui monumentalità è legata, oltre che all’età, alle dimensioni e al portamento, anche al riconosciuto valore storico, culturale e religioso connesso all’apparizione, nell’anno 1001, della Vergine oggi venerata nell’omonimo santuario.

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