La seconda luna della Terra è stata rivelata per la prima volta: un satellite cinese ha trasmesso un'immagine incredibile della rara "microluna"

Una microluna, una sonda cinese e un’immagine storica: la Terra ha un vicino di casa cosmico molto più curioso del previsto (e lo hanno fotografato).

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Giuseppe Guarino

Giuseppe Guarino

Giornalista

Ph(D) in Diritto Comparato e processi di integrazione e attivo nel campo della ricerca, in particolare sulla Storia contemporanea di America Latina e Spagna. Collabora con numerose testate ed è presidente dell'Associazione Culturale "La Biblioteca del Sannio".

Per la prima volta, la “seconda luna” della Terra ha mostrato il suo volto da vicino. Una missione cinese ha trasmesso un’immagine ravvicinata della rara microluna, un piccolo corpo celeste che accompagna il nostro pianeta nel suo viaggio attorno al Sole. Una foto che sembra uscita dalla fantascienza, ma che apre una storia molto concreta di esplorazione, misteri e nuove domande sul Sistema Solare. E voi, lo sapevate che la Terra aveva una “seconda luna”?

La “seconda luna” della Terra si chiama Kamo‘oalewa

Sveliamo subito una cosa. Chiamarla “seconda luna” è suggestivo, ma concettualmente errato. Kamoʻoalewa, questo il nome dell’oggetto fotografato, non orbita attorno alla Terra come fa la Luna vera. È una quasi-luna, o un quasi-satellite: gira attorno al Sole, ma segue una traiettoria così vicina e sincronizzata con quella terrestre da sembrare, almeno dal nostro punto di vista, una compagna di viaggio.

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È uno di quei dettagli che cambiano l’immagine scolastica del Sistema Solare. La Terra non è sola insieme alla Luna: attorno alla nostra orbita si muovono piccoli corpi, asteroidi co-orbitanti, mini lune temporanee e quasi-satelliti. Secondo i dati riportati, la Terra ne conta meno di dieci, e Kamoʻoalewa è tra i più interessanti perché è rimasto vicino a noi da molto tempo e continuerà a farlo ancora per secoli.

La missione cinese Tianwen-2 ha fotografato la microluna da appena 20 chilometri

A rendere speciale la notizia è l’avvicinamento della missione cinese Tianwen-2. Dopo oltre un anno di viaggio e circa un miliardo di chilometri percorsi, la sonda si è portata a circa 20 chilometri da Kamoʻoalewa, trasmettendo la prima immagine ravvicinata di questo corpo minuscolo e irregolare. Non è una sfera perfetta, ma una piccola roccia cosmica allungata, finalmente trasformata da puntino osservato da Terra in oggetto reale, visibile e studiabile.

Le stime sulle sue dimensioni sono state riviste. In passato si parlava di un diametro compreso tra 40 e 100 metri, ma osservazioni più recenti, anche del telescopio James Webb, hanno suggerito un corpo molto più piccolo, intorno ai 18-20 metri. Una scala quasi domestica, se pensiamo allo spazio: più o meno quanto un palazzo. Eppure, proprio per questo, Kamoʻoalewa è un obiettivo scientifico straordinario.

Il mistero di Kamo‘oalewa: frammento della Luna o asteroide raro?

Kamoʻoalewa potrebbe essere un frammento antico della Luna, strappato via da un impatto e finito in una danza orbitale accanto alla Terra. L’idea è suggestiva e piace molto agli scienziati perché trasformerebbe questa “microluna” in una specie di scheggia di famiglia, un pezzo perduto del nostro satellite naturale.

Ma la storia potrebbe essere più complicata. Alcune osservazioni recenti hanno messo in discussione l’ipotesi lunare, suggerendo che Kamoʻoalewa possa appartenere invece alla rara categoria degli asteroidi di tipo E, ricchi di enstatite e caratterizzati da superfici particolari. Per questo la foto è solo l’inizio: Tianwen-2 dovrà studiarne forma, rotazione, composizione e struttura, scegliendo poi la tecnica migliore per raccogliere campioni.

La missione prevede infatti il prelievo di materiale dalla superficie e il suo ritorno sulla Terra, atteso entro il 2027. Solo allora i laboratori potranno confrontare davvero questi campioni con le rocce lunari o con altri asteroidi. Dopo, la sonda dovrebbe proseguire verso la cometa 311P/PANSTARRS.

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