Un asteroide appena scoperto passerà vicino alla Terra nella notte tra l’8 e il 9 maggio e gli astronomi lo hanno già inserito nella categoria dei cosiddetti “killer di città”. Il suo nome ufficiale è 2026JB e, secondo i dati diffusi dalla NASA e dall’Agenzia Spaziale Europea, il transito ravvicinato avverrà alle 04:15 del mattino ora italiana.
La notizia ha attirato immediatamente attenzione per via delle dimensioni dell’oggetto e per il soprannome inquietante attribuito a questo tipo di corpi celesti. Ma gli scienziati chiariscono subito un punto fondamentale: non esiste alcun rischio di impatto con la Terra.
- Cos’è l’asteroide 2026JB scoperto pochi giorni fa
- Perché viene definito un “killer di città”
- Quanto passerà vicino alla Terra?
- Se fosse stato diretto verso la Terra avremmo avuto poco tempo
- Cosa sarebbe successo in caso di impatto
- Gli asteroidi vengono monitorati continuamente
Cos’è l’asteroide 2026JB scoperto pochi giorni fa
L’asteroide 2026JB è stato identificato per la prima volta il 4 maggio 2026. La scoperta è stata registrata dal Minor Planet Center dell’Unione Astronomica Internazionale, il centro internazionale che cataloga i nuovi oggetti astronomici. Secondo i dati dell’ESA, la prima osservazione è stata effettuata dall’osservatorio Capricornus Observatory-Csokako, probabilmente situato in Ungheria.
Il fatto sorprendente è che il corpo celeste sia stato individuato solo pochi giorni prima del suo passaggio vicino alla Terra. Questo accade perché molti asteroidi relativamente piccoli restano difficili da individuare fino a quando non si avvicinano sensibilmente al nostro pianeta.
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Perché viene definito un “killer di città”
Il termine “killer di città” non significa che l’asteroide sia destinato a colpire la Terra. È invece una classificazione utilizzata per indicare oggetti spaziali abbastanza grandi da provocare devastazioni enormi in caso di impatto.
Secondo il Near-Earth Objects Coordination Centre dell’ESA, 2026JB avrebbe un diametro compreso tra i 40 e i 90 metri. Le stime del Jet Propulsion Laboratory della NASA parlano invece di dimensioni comprese tra 39 e 88 metri.
In astronomia, gli asteroidi superiori ai 50 metri vengono spesso inseriti nella categoria dei “city killer” perché un eventuale impatto potrebbe distruggere una vasta area urbana. Per fare un confronto, l’evento di Tunguska del 1908 (che abbatté milioni di alberi in Siberia) fu probabilmente causato da un oggetto spaziale di dimensioni simili.
Quanto passerà vicino alla Terra?
Dal punto di vista astronomico il passaggio sarà considerato ravvicinato, ma non rappresenterà alcun pericolo. Secondo i calcoli ufficiali, 2026JB transiterà a circa 0,005799 unità astronomiche dalla Terra, e poco meno di 870mila chilometri dal nostro pianeta. Una distanza enorme nella vita quotidiana, ma relativamente ridotta su scala cosmica.
Per capire meglio: la distanza media tra Terra e Luna è di circa 384mila chilometri, l’asteroide passerà quindi a più del doppio della distanza lunare. La NASA considera il transito completamente sicuro.
Se fosse stato diretto verso la Terra avremmo avuto poco tempo
Uno degli aspetti che più colpisce gli astronomi riguarda i tempi della scoperta. 2026JB è stato individuato solo cinque giorni prima del massimo avvicinamento. Questo significa che, in caso di reale traiettoria di collisione, il tempo a disposizione per reagire sarebbe stato molto limitato.
Negli ultimi anni la NASA ha dimostrato con successo, grazie alla missione DART, che deviare un asteroide tramite impatto cinetico è possibile. Nel 2022 la sonda americana riuscì infatti a modificare l’orbita dell’asteroide Dimorphos colpendolo direttamente.
Tuttavia un’operazione del genere richiede anni di preparazione, calcoli estremamente precisi e un largo anticipo sull’individuazione dell’oggetto. Nel caso di 2026JB, scoperto troppo tardi, una missione di deviazione sarebbe stata quasi impossibile.
Cosa sarebbe successo in caso di impatto
Gli scienziati sottolineano che non stiamo parlando di un asteroide in grado di distruggere il pianeta o provocare un’estinzione globale come quello che colpì la Terra 66 milioni di anni fa. Ma un oggetto di 60-80 metri potrebbe comunque provocare un’enorme onda d’urto, incendi, distruzione su larga scala e devastazione urbana completa nell’area dell’impatto.
Per questo gli astronomi considerano fondamentali i programmi di difesa planetaria. In uno scenario estremo e senza possibilità di deviazione, l’unica soluzione realistica sarebbe probabilmente un’evacuazione di massa della zona interessata.
Gli asteroidi vengono monitorati continuamente
Ora che 2026JB è entrato nei cataloghi ufficiali internazionali, verrà osservato costantemente. Le agenzie spaziali continueranno infatti a studiarne traiettoria, velocità dell’orbita futura ed eventuali passaggi ravvicinati successivi.
Negli ultimi anni NASA ed ESA hanno potenziato enormemente i sistemi di sorveglianza spaziale. Sempre più telescopi automatici scandagliano il cielo alla ricerca di oggetti potenzialmente pericolosi.
Secondo molti esperti, in futuro sentiremo parlare sempre più spesso di asteroidi vicini alla Terra. Non perché il rischio stia aumentando, ma perché i sistemi di rilevamento stanno diventando molto più sofisticati.