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Parigi, perché l'arco di Trionfo viene impacchettato?

La città si prepara ad omaggiare il compianto artista Christo

15 Settembre 2021
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Fonte: 123rf

Come mai l’arco di Trionfo, uno dei monumenti più noti e iconici di Parigi, che si trova alla fine dei Campi Elisi, viene impacchettato? Il motivo è semplice: l’arco sta diventando una gigantesca installazione artistica. È questo l’omaggio che la capitale francese sta preparando per Christo, che sognava di impacchettare il monumento alto 50 metri fin da quando, negli anni Sessanta, abitava in un appartamento che si trovava lì vicino, come riporta Repubblica.it.

L’artista è morto il 31 maggio del 2020, mentre sua moglie Jeanne-Claude Denat de Guillebon, partner anche nel lavoro, è scomparsa il 18 novembre del 2009. Quando erano in vita i due artisti hanno imballato altre enormi strutture: il ponte più vecchio di Parigi (Pont-Neuf) nel 1985 e la sede del parlamento tedesco nel 1995.

A portare a termine il progetto che riguarda l’Arco di Trionfo parigino è stato un nipote di Christo, Vladimir Javacheff, in collaborazione con il Musoe Pompidou e le autorità francesi. L’installazione sarà inaugurata a breve, il prossimo 18 settembre, dopo che saranno stati stesi definitivamente i venticinquemila metri quadrati di tessuto in polipropilene riciclabile argento e blu. Nelle intenzioni di Christo, il monumento in questo modo diventerà “un grande oggetto vivente, stimolato dal vento e dai riflessi di luce”.

In sodalizio con la moglie Jeanne-Claude Denat de Guillebon, Christo è considerato uno dei più significativi esponenti della land art ed è noto in particolare per i suoi progetti ed esecuzioni di “impaccaggi” di celebri edifici pubblici (un grattacielo di Manhattan, la fontana della piazza principale di Spoleto, il monumento a Vittorio Emanuele II a Milano, Porta Pinciana a Roma, Pont Neuf a Parigi, il Reichstag di Berlino) e di scenari naturali.

Nel 2016 l’artista ha progettato sul Lago d’Iseo The floating piers, installazione consistente in un pontile provvisorio che per 16 giorni, dal 18 giugno al 3 luglio 2016, ha collegato Sulzano alle isole di Montisola e San Paolo.

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