La sicurezza di Re Carlo e dell’intera Royal Family finisce al centro dell’attenzione dopo l’emergere di nuove preoccupazioni legate alla minaccia russa. Buckingham Palace si prepara infatti a intervenire sui propri sistemi di protezione, con modifiche importanti che coinvolgeranno l’apparato digitale della monarchia. Ma cosa sta succedendo davvero? E per quale motivo il Palazzo ha deciso di correre ai ripari proprio adesso?
- Buckingham Palace rafforza la cybersicurezza: cosa cambia
- Gli hacker filorussi hanno già colpito la Royal Family: si teme che lo facciano ancora
- Perché Londra teme la “guerra nella zona grigia”
Buckingham Palace rafforza la cybersicurezza: cosa cambia
Andiamo con ordine e partiamo dal principio. Il punto centrale riguarda soprattutto la sicurezza informatica della Casa Reale britannica. Buckingham Palace ha approvato un importante aggiornamento dei propri sistemi IT, giudicati ormai troppo datati rispetto a uno scenario di minacce digitali diventato progressivamente più complesso. Una parte del Sovereign Grant, il finanziamento pubblico destinato alle attività ufficiali della monarchia, sarà quindi utilizzata per sostituire le infrastrutture obsolete e rafforzare la protezione informatica.
Secondo The Independent, la spesa per i servizi digitali è passata dai 2,4 milioni di sterline del 2016-17 ai 5,6 milioni del 2025-26. La revisione prevede inoltre investimenti in capacità interne specifiche: il Royal Household ha istituito un Security Operations Centre e punta ad adeguarsi agli standard del National Cyber Security Centre britannico. Negli ultimi anni sono state anche create nuove figure professionali dedicate alla gestione del rischio e alla resilienza contro gli attacchi informatici.
Gli hacker filorussi hanno già colpito la Royal Family: si teme che lo facciano ancora
La preoccupazione non nasce dal nulla. Nell’ottobre 2023 il sito ufficiale della Royal Family, royal.uk, fu reso indisponibile per circa un’ora e mezza. La responsabilità dell’azione venne rivendicata dal gruppo filorusso KillNet, che aveva già dichiarato di aver tentato di colpire il sito del principe William nel novembre 2022, in un’operazione che rientrava in una più ampia campagna contro istituzioni occidentali impegnate nel sostegno all’Ucraina.
LEGGI ANCHE: Il nuovo lusso firmato Meghan Markle? Una scatola di fiammiferi da 219 euro
Nel 2024, inoltre, una rete di disinformazione russa diffuse false informazioni sulla famiglia reale, tra cui la presunta vendita di Highgrove House da parte di Re Carlo al presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Perché Londra teme la “guerra nella zona grigia”
A rendere più urgente l’intervento è il contesto internazionale. Si fa un gran parlare della cosiddetta “grey zone”, la “zona grigia” della guerra: operazioni ostili che restano al di sotto della soglia di un conflitto militare aperto e che possono comprendere cyberattacchi, sabotaggi, disinformazione e altre forme di pressione.
Le tensioni tra Regno Unito e Russia sono aumentate e un recente scenario citato dalla stampa britannica contempla anche la possibilità di azioni russe limitate contro Paesi NATO, comprese operazioni informatiche.
È in questo quadro che Buckingham Palace ha scelto di aggiornare le proprie difese. Più che la prova di un complotto specifico contro Re Carlo, emerge il tentativo della monarchia di adeguarsi a un panorama nel quale può diventare bersaglio di cyberattacchi, campagne di disinformazione e pressione digitale.