Una coppia membro della famiglia reale britannica sarebbe al centro di un nuovo caso legato ai costi delle residenze della Royal Family. Secondo quanto venuto fuori da un recente report, affitto e spese domestiche non sarebbero pagati direttamente dai due interessati, ma coperti attraverso fondi privati riconducibili a Re Carlo. Una vicenda, questa, che punta ancora una volta l’attenzione sui privilegi, sulle case reali e sulla trasparenza dei conti.
- La coppia reale che vive a Kensington Palace senza pagare l’affitto (paga il Re)
- Il ruolo di Re Carlo e il nodo della trasparenza sulle residenze reali
La coppia reale che vive a Kensington Palace senza pagare l’affitto (paga il Re)
Andiamo con ordine e partiamo dal principio. I protagonisti della vicenda sono il principe Michael di Kent e la principessa Marie Christine von Reibnitz, membri meno esposti della famiglia reale britannica ma da decenni legati a una delle residenze più prestigiose della monarchia: Kensington Palace. La coppia vive infatti in un appartamento del complesso reale dal 1978 – data del loro matrimonio – quando la regina Elisabetta II glielo rese disponibile.
Per molti anni quella casa è stata al centro di discussioni politiche e giornalistiche. Il motivo è semplice: il principe e la principessa Michael di Kent non sono considerati working royals, cioè non fanno parte del nucleo di reali che svolge incarichi ufficiali continuativi per conto della Corona. Eppure, secondo quanto ricostruito, avrebbero beneficiato a lungo di condizioni abitative particolarmente favorevoli.
La questione era già esplosa nei primi anni 2000, quando da un’inchiesta risultò che la coppia pagava un affitto simbolico, di circa 69 sterline a settimana. Una cifra giudicata irrisoria per un appartamento all’interno di Kensington Palace, nel cuore di Londra. Dopo le pressioni del Public Accounts Committee, Buckingham Palace annunciò nel 2008 che dal 2010 la coppia avrebbe dovuto pagare un canone pieno, calcolato secondo criteri commerciali.
La situazione, però, sarebbe più complessa. Secondo il nuovo report del National Audit Office, non sarebbero direttamente il principe Michael e la moglie a sostenere l’affitto. A pagarlo sarebbe invece Re Carlo, attraverso il Privy Purse, cioè il fondo alimentato dai redditi privati del Ducato di Lancaster. In sostanza, la coppia risulterebbe formalmente in una residenza per cui il canone viene corrisposto, ma non con risorse proprie.
Il ruolo di Re Carlo e il nodo della trasparenza sulle residenze reali
Il caso ha riaperto il dibattito sui confini tra patrimonio privato del sovrano, proprietà della Corona e benefici concessi ai membri della famiglia reale. Ma non è tutto, la scelta di coprire il canone non sarebbe nata con Carlo III: già la regina Elisabetta II avrebbe deciso di sostenere privatamente i costi dell’appartamento, arrivando a coprire una cifra indicata in passato attorno alle 10mila sterline al mese.
Re Carlo avrebbe quindi proseguito sulla stessa linea durante il suo regno. Il report precisa che l’attuale affitto non è noto pubblicamente nei dettagli, ma segnala che il canone sarebbe cresciuto del 34% tra il 2020 e il 2026. Allo stesso tempo, il valore pagato corrisponderebbe al 63% di una valutazione di mercato aperto riferita al 2026.
Buckingham Palace ha accolto il rapporto come parte di un percorso di maggiore trasparenza. La posizione ufficiale è che le sistemazioni abitative della Royal Household possano variare in base a diversi fattori: posizione degli immobili, tipo di inquilini, funzione della residenza e necessità di mantenere gli spazi occupati in modo adeguato. Anche The Crown Estate ha sottolineato che i contratti con membri della famiglia reale sarebbero stati definiti sulla base di valutazioni professionali e indipendenti.
Resta però il punto politicamente più sensibile: l’annuncio secondo cui la coppia avrebbe dovuto pagare il proprio affitto appare oggi meno lineare. Se il canone viene versato, ma a coprirlo è il sovrano attraverso il proprio reddito privato, il principe e la principessa Michael di Kent finiscono inevitabilmente al centro dell’attenzione. Non tanto per una violazione formale, quanto per l’immagine pubblica di una coppia reale che, pur non essendo in prima linea negli impegni ufficiali, continuerebbe a vivere in una residenza di prestigio senza sostenerne direttamente i costi.