Baba Vanga e la profezia sulla fine del mondo: "Cosa accadrà quando saremo 340 miliardi"

Uomini su altri pianeti, immortalità e una popolazione immensa: la controversa profezia attribuita a Baba Vanga sulla fine del mondo.

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

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340 miliardi di esseri umani distribuiti su diversi pianeti, contatti con civiltà extraterrestri, immortalità e infine la scoperta di un misterioso confine dell’Universo. È lo scenario fantascientifico che compare in una delle più lunghe sequenze di profezie attribuite a Baba Vanga, la mistica bulgara morta nel 1996.

La cronologia arriverebbe addirittura fino all’anno 5079, indicato come quello della fine del mondo. Ma prima che qualcuno inizi a segnare la data sul calendario, serve una precisazione: non esistono documenti originali lasciati da Baba Vanga che permettano di verificare questa lunga sequenza di previsioni.

Cosa dovrebbe accadere quando l’umanità raggiungerà 340 miliardi

Secondo la cronologia attribuita alla veggente, uno degli anni chiave sarebbe il 4674. A quel punto la civiltà umana avrebbe raggiunto il massimo sviluppo e la popolazione sarebbe arrivata alla cifra oggi inimmaginabile di 340 miliardi di persone, non concentrate sulla Terra ma distribuite su diversi pianeti. Nello stesso periodo inizierebbe inoltre una forma di interazione o assimilazione con popolazioni extraterrestri.

Nell’anno 4599, sempre secondo queste attribuzioni, l’umanità avrebbe raggiunto addirittura l’immortalità. In precedenza, nel 4509, gli esseri umani sarebbero arrivati a uno stadio di sviluppo tale da poter entrare in comunicazione con Dio. Si tratta evidentemente di scenari che non hanno alcun fondamento scientifico verificabile e che appartengono alla tradizione costruita attorno alla figura di Baba Vanga.

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La profezia arriva fino all’anno 5079

Dopo il presunto apice della civiltà nel 4674, la cronologia compie un altro salto di circa quattro secoli. Nel 5076 gli esseri umani scoprirebbero quello che viene descritto nelle varie versioni come il limite o confine dell’Universo conosciuto. Nessuno saprebbe cosa esiste oltre quella soglia. Due anni dopo, nel 5078, l’umanità deciderebbe di oltrepassarla. La scelta provocherebbe però una profonda divisione: circa il 40% della popolazione sarebbe contrario al tentativo. La cronologia si interrompe l’anno successivo. Nel 5079 viene collocata quella che le ricostruzioni definiscono semplicemente come la “fine del mondo”.

Le versioni più sensazionalistiche collegano direttamente la decisione di superare il confine dell’Universo alla catastrofe finale. Tuttavia, persino nelle liste diffuse online il rapporto causa-effetto non è sempre spiegato. Non è quindi possibile affermare che Baba Vanga avrebbe previsto la distruzione del mondo a causa di quel viaggio.

Baba Vanga ha davvero fatto queste profezie?

È la domanda più importante dell’intera storia, e la risposta impone molta prudenza. Baba Vanga, il cui vero nome era Vangelia Pandeva Gushterova, divenne celebre nei Balcani per le presunte capacità chiaroveggenti. Dopo la sua morte, il 10 agosto 1996, la fama della mistica è cresciuta ulteriormente a livello internazionale. Il problema è la provenienza delle profezie. La veggente non ha lasciato una raccolta scritta e certificata delle proprie previsioni. Molte sono state tramandate da familiari, conoscenti e seguaci e successivamente riprese da fonti online. Questo rende estremamente difficile stabilire quali frasi siano state effettivamente pronunciate da lei, quali siano state reinterpretate e quali siano invece attribuzioni nate successivamente.

La spettacolare cronologia dei 340 miliardi di esseri umani e della fine del mondo nel 5079 va quindi letta per ciò che è documentabile oggi: una delle tante sequenze profetiche attribuite a Baba Vanga e diventate popolari online, non una previsione scientifica né un testo originale verificato della mistica. Quanto al 5079, c’è parecchio tempo per scoprire se l’umanità arriverà davvero a quell’appuntamento.

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