Non c’è da sentirsi in colpa se abbiamo un rapporto particolarmente stretto con la nonna materna. Alcune ricerche osservano un maggiore coinvolgimento delle nonne materne: una tendenza, non una regola valida per ogni famiglia. Ma spesso è appurato che sentiamo un legame più profondo con la mamma di nostra mamma rispetto a quella di nostro papà. Oggi, 2 ottobre, la Festa dei nonni offre l’occasione per riflettere su questi legami. Istituita in Italia nel 2005, celebra il loro ruolo nella famiglia e nella società. La data coincide con la memoria cattolica degli angeli custodi, un richiamo simbolico alla cura e alla protezione.
Perché la nonna materna può essere più presente
Dietro un legame particolarmente forte ci sono spesso abitudini quotidiane e rapporti familiari. Una madre che si sente vicina alla propria mamma può cercarne più frequentemente il sostegno: dal primo bagnetto alle merende dopo la scuola, le occasioni condivise favoriscono la familiarità tra nonna e nipoti.
LEGGI ANCHE: La storia della Festa dei Nonni: perché si celebra il 2 ottobre
Uno studio finlandese pubblicato nel 2015, basato su un campione di 1.216 giovani adulti, ha rilevato che le nonne materne fornivano più assistenza ai nipoti. Tuttavia, considerando la vicinanza emotiva, la differenza nell’aiuto ricevuto dalle donne dalla propria madre e dalla suocera scompariva. Un risultato che suggerisce quanto conti la qualità delle relazioni.
Anche altri studi associano la vicinanza dei nonni ai figli e ai loro partner a quella con i nipoti. Questo non significa che tutte le mamme preferiscano affidarsi alla propria madre, né che le nonne paterne impieghino più tempo ad affezionarsi: generalizzazioni del genere non descrivono la varietà delle esperienze familiari.
Distanza geografica, salute, disponibilità e organizzazione della famiglia possono modificare gli equilibri. In molte case è la nonna paterna a essere il riferimento quotidiano. Il tempo trascorso insieme conta, ma contano anche l’ascolto, il rispetto dei genitori e la capacità di accompagnare i bambini senza sostituirsi a mamma e papà. Il legame può restare forte anche a distanza, grazie a telefonate, visite e piccoli rituali che rendono riconoscibile e rassicurante la relazione.
LEGGI ANCHE: Non vai d’accordo con tua suocera? La scienza spiega il perché
Un legame trasmesso geneticamente?
La biologia offre una curiosità affascinante, spesso raccontata in modo impreciso. Gli ovociti iniziano a formarsi durante la vita fetale: quando una nonna era incinta della futura madre, nella figlia si stavano sviluppando anche le cellule uovo, una delle quali avrebbe potuto contribuire, molti anni dopo, al concepimento di un nipote.
LEGGI ANCHE: La festa dei nonni: tutte le poesie e i racconti da dedicare
Non significa, però, che il nipote fosse già presente come individuo o che da questa continuità derivi un affetto speciale ereditato. Un ovocita non è un bambino: il nuovo individuo nascerà dall’incontro tra una cellula uovo e uno spermatozoo.
In media ereditiamo circa un quarto del DNA da ciascun nonno biologico, con variazioni individuali. Il DNA mitocondriale, invece, passa attraverso la linea materna: dalla nonna alla madre e poi ai figli. È una particolarità dell’ereditarietà, non la prova di una maggiore vicinanza emotiva.
La festa di oggi può allora diventare un invito a valorizzare ogni rapporto: una telefonata, una ricetta preparata insieme, una fotografia accompagnata da un ricordo. Materni o paterni, nonne e nonni costruiscono il proprio posto nella nostra vita attraverso la presenza, i gesti e le storie condivise.