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Le persone fastidiose possono farti invecchiare prima: cosa dice la scienza

Le persone fastidiose possono farti invecchiare prima: uno studio rivela in che modo le relazioni stressanti influenzano davvero il nostro corpo.

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Giuseppe Guarino

Giuseppe Guarino

Giornalista

Ph(D) in Diritto Comparato e processi di integrazione e attivo nel campo della ricerca, in particolare sulla Storia contemporanea di America Latina e Spagna. Collabora con numerose testate ed è presidente dell'Associazione Culturale "La Biblioteca del Sannio".

Nella vita di tutti capita purtroppo di avere a che fare con persone difficili: colleghi complicati, parenti invadenti o amici che sembrano portare sempre tensione nelle relazioni. Ma quanto possono influire davvero sulla nostra salute? Secondo alcune ricerche scientifiche, questi rapporti sociali problematici non incidono soltanto sull’umore: potrebbero addirittura avere un impatto sul modo in cui il nostro organismo invecchia nel tempo.

Chi sono le “persone fastidiose” secondo gli scienziati

Gli studiosi utilizzano spesso il termine inglese “hasslers per indicare quelle persone che rendono la vita quotidiana più stressante. Non si tratta necessariamente di individui apertamente ostili: possono essere anche persone con cui abbiamo legami stretti, come familiari, colleghi o conoscenti con cui interagiamo frequentemente.

Il punto centrale è che queste relazioni generano tensione, frustrazione o disagio. A differenza delle relazioni positive – che sono state a lungo associate a benefici per la salute e a una maggiore longevità – i rapporti sociali negativi sono stati studiati molto meno. Eppure potrebbero avere conseguenze importanti sul benessere psicofisico delle persone.

Lo studio che collega stress sociale e invecchiamento: le persone fastidiose fanno invecchiare

Per capire meglio il fenomeno, alcuni ricercatori hanno analizzato i dati di oltre duemila persone in uno studio finanziato dal National Institute on Aging e pubblicato sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences. Ai partecipanti è stato chiesto di descrivere la propria rete di relazioni sociali e di indicare eventuali persone percepite come problematiche o stressanti. Parallelamente, i ricercatori hanno raccolto campioni di saliva per analizzare alcuni cambiamenti nel DNA legati all’invecchiamento biologico.

Il risultato? La presenza di persone difficili nella propria rete sociale è stata associata a un aumento dei biomarcatori epigenetici legati all’invecchiamento. In altre parole, chi ha più relazioni stressanti potrebbe mostrare segnali biologici di invecchiamento più rapido.

Ogni relazione negativa accelera un po’ il tempo

Uno degli aspetti più sorprendenti emersi dalla ricerca riguarda l’effetto cumulativo delle relazioni difficili. Gli scienziati hanno osservato che ogni persona “fastidiosa” in più nella propria rete sociale è associata a un aumento del ritmo di invecchiamento biologico di circa l’1,5%.

Tradotto in termini più concreti, ciò può significare un’età biologica mediamente più avanzata di circa nove mesi rispetto a chi non ha questo tipo di relazioni. Si tratta di un effetto apparentemente piccolo, ma che nel tempo potrebbe contribuire allo sviluppo precoce di malattie croniche legate all’età.

Gli autori dello studio precisano comunque che non è stato dimostrato un rapporto diretto di causa-effetto. Piuttosto, i dati mostrano una correlazione tra relazioni sociali problematiche e processi di invecchiamento più rapidi.

Come proteggere la propria salute dalle relazioni stressanti

Se le relazioni negative possono avere un impatto sulla salute, la domanda è inevitabile: cosa si può fare per limitarne gli effetti? Gli esperti suggeriscono innanzitutto di valutare con attenzione i propri rapporti sociali e, quando possibile, ridurre il tempo trascorso con le persone che generano stress.

Non sempre è facile, però. Spesso le persone difficili fanno parte della famiglia o dell’ambiente di lavoro, contesti da cui non è semplice prendere le distanze. In questi casi, gli studiosi suggeriscono strategie più realistiche: stabilire confini chiari, limitare le interazioni o cercare supporto psicologico per gestire meglio le dinamiche relazionali.

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