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Orecchie tappate dal cerume, attenzione al cotton fioc: i rimedi naturali che aiutano davvero

L'uso improprio dei bastoncini cotonate rischia di spingere il cerume in profondità, provocando tappi, infezioni e lesioni al timpano

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

Content Specialist

Ha conseguito un Master in Marketing Management e Google Digital Training su Marketing digitale. Si occupa della creazione di contenuti in ottica SEO e dello sviluppo di strategie marketing attraverso canali digitali.

Nell’immaginario collettivo la presenza di cerume all’interno del canale uditivo viene spesso associata a uno scarso livello di igiene personale. In realtà, dal punto di vista anatomico e fisiologico, la secrezione ceruminosa costituisce una fondamentale barriera di protezione naturale prodotta dalle ghiandole ceruminose e sebacee situate nella cute del condotto uditivo esterno.

La sua composizione chimica ricca di lipidi, acidi grassi e sostanze ad azione debolmente acida svolge un’efficace funzione antibatterica e antifungina. Oltre a mantenere il giusto grado di idratazione cutanea per prevenire la secchezza e il prurito, il cerume intrappola la polvere, i detriti cellulari, le particelle d’acqua e i microrganismi estranei, impedendo loro di penetrare verso le strutture più profonde e delicate dell’orecchio medio.

I rischi clinici legati all’uso dei bastoncini cotonati

L’abitudine di inserire cotton fioc o altri oggetti appuntiti all’interno del canale uditivo interferisce direttamente con il naturale meccanismo di autopulizia dell’orecchio. Le ciglia vibratili della mucosa auricolare e i normali movimenti della mandibola durante la masticazione e la conversazione spingono fisiologicamente il cerume esausto verso l’esterno.

Quando si introduce un bastoncino di cotone, la sua forma finisce inevitabilmente per compattare la sostanza invece di estrarla. Questo processo porta alla formazione del tappo di cerume, che bloccando il condotto causa un’improvvisa riduzione dell’udito e una sgradevole sensazione di ovattamento.

Inoltre, lo sfregamento della barretta sulla sottile cute del condotto provoca microtraumi e abrasioni che costituiscono la porta d’ingresso ideale per batteri e funghi, favorendo l’insorgenza di otiti esterne acute particolarmente dolorose. Nei casi più gravi, un movimento involontario o un’eccessiva pressione in profondità possono causare la perforazione della membrana timpanica, un danno strutturale che richiede tempi lunghi di guarigione o nei casi complessi un intervento chirurgico.

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Metodi sicuri ed efficaci per l’igiene auricolare quotidiana

Per garantire un’adeguata igiene delle orecchie senza compromettere l’integrità del condotto uditivo e del timpano, i medici raccomandano di limitarsi all’igiene delle sole strutture esterne:

  • Igiene della superficie esterna: pulire esclusivamente il padiglione auricolare e l’imboccatura esterna del condotto avvolgendo una garza sterile o un panno morbido inumidito con acqua tiepida attorno all’indice, senza mai spingerlo all’interno.
  • Asciugatura delicata: al termine di bagni o docce, inclinare la testa da un lato per favorire la fuoriuscita spontanea dell’acqua accumulata e tamponare la parte esterna con un asciugamano morbido.
  • Uso razionale di spray e gocce: ricorrere a soluzioni saline isotoniche, acqua di mare purificata o gocce emollienti specifiche (a base di oli naturali o sostanze disaggreganti) unicamente nei casi in cui vi sia una reale predisposizione all’accumulo di cerume o su indicazione specialistica.
  • Astenersi dal fai-da-te: evitare tassativamente l’uso di coni di cera, stecchini, fermagli o altri utensili improvvisati, i quali presentano un rischio elevatissimo di lesioni meccaniche e ustioni.
  • Controllo medico periodico: richiedere una valutazione professionale da parte dell’otorinolaringoiatra o del medico di base in presenza di sintomi persistenti per un’estrazione controllata tramite lavaggio con siringa, aspirazione o micro-pinze.

Quando è necessario consultare un medico otorinolaringoiatra

La comparsa di manifestazioni come acufeni (ronzii o fischia nell’orecchio), dolore acuto (otalgia), sensazione di orecchio tappato, secrezioni insolite o vertigini segnala la presenza di un problema che richiede una diagnosi accurata.

Tentare di risolvere la situazione autonomamente con manovre aggressive può aggravare l’infiammazione o spingere l’eventuale ostacolo ancora più a ridosso del timpano. La visita otorinolaringoiatrica permette di esaminare la cavità con l’otoscopio, identificare la causa del disturbo e rimuovere l’ostruzione in totale sicurezza preservando la funzionalità uditiva.

 

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