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Questo alimento 'primaverile' è stato bandito dalla tv: perché non lo vedrai mai nei programmi di cucina televisivi

Lo usiamo spesso, ma non lo vedrai mai in TV: ecco perché i cooking show evitano accuratamente questo ingrediente.

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Giuseppe Guarino

Giuseppe Guarino

Giornalista

Ph(D) in Diritto Comparato e processi di integrazione e attivo nel campo della ricerca, in particolare sulla Storia contemporanea di America Latina e Spagna. Collabora con numerose testate ed è presidente dell'Associazione Culturale "La Biblioteca del Sannio".

Con l’arrivo della primavera e il ritorno delle ricette fresche e stagionali nei mille programmi di cucina che affollano i palinsesti di tutte le reti, sono tanti i telespettatori che si aspettano di vedere sulle loro tavole, e in TV, alcuni ingredienti tipici di questo periodo. Ma lo sapete che c’è un alimento tanto tradizionale quanto invisibile nei programmi culinari?

Fave vietate in tv: Antonella Clerici rivela il motivo

L’alimento di cui parliamo sono le fave, protagoniste della cucina primaverile mediterranea ma quasi assenti nei programmi tv, sulle quali si è espressa Antonella Clerici che durant ela trasmissione È sempre mezzogiorno ha rivelato che questi saporiti legumi sono in realtà evitati in televisione.

Durante una puntata, la conduttrice ha spiegato che una ricetta prevista sarebbe stata preparata proprio con le fave, ma che questo ingrediente viene solitamente escluso dalle cucine televisive.

La questione si è poi spostata su X, dove una fan ha chiesto chiarimenti sulla questione: “Avete appena detto che le fave sono vietate in TV, per quale motivo?”. La risposta di Clerici non si è fatta attendere: “Per il favismo. Potrebbe esserci qualcuno allergico senza saperlo”.

La sua spiegazione, sintetica ma chiara, conferma dunque un fatto spesso ignorato: le fave nonpossono essere utilizzate nei programmi di cucina in onda sulle reti generaliste, proprio a causa del favismo.

Il favismo, infatti, è una condizione ereditaria che può scatenare gravi reazioni anche solo inalando i vapori delle fave fresche o entrando in contatto con il loro polline. Per questo motivo, alcune trasmissioni evitano qualsiasi esposizione all’alimento, anche solo per tutelare il pubblico presente in studio o le maestranze tecniche.

Che cos’è il favismo?

Il favismo è una malattia genetica legata a un deficit dell’enzima G6PD (glucosio-6-fosfato deidrogenasi). Chi ne è affetto può andare incontro a una grave crisi emolitica, ovvero alla distruzione dei globuli rossi, a seguito dell’ingestione di fave fresche, ma anche per contatto o inalazione dei loro componenti volatili.

Non si tratta di una semplice allergia: anche quantità minime o esposizioni indirette possono provocare reazioni intense e improvvise. I sintomi possono essere intensi: febbre, ittero, urine scure, fino a casi di grave anemia che richiedono ricovero ospedaliero. La condizione è particolarmente diffusa nelle regioni del Mediterraneo, soprattutto in alcune aree dell’Italia centrale e meridionale.

In alcuni casi più gravi, possono comparire anche complicazioni come difficoltà respiratorie o problemi renali, rendendo necessario un intervento medico urgente.

Per quale motivo il favismo è un problema nei programmi televisivi?

È proprio per evitare i rischi imprevisti connessi al favismo che le produzioni televisive scelgono di escludere le fave dai loro programmi. L’ambiente televisivo, infatti, è frequentato da molte persone, dagli chef ai concorrenti, dai tecnici ai figuranti, e non è sempre possibile sapere se tra loro ci sia qualcuno affetto da favismo. E, come ha rivelato Antonella Clerici su X, c’è anche chi potrebbe esserne affetto senza saperlo.

A rendere la situazione ancora più delicata è il fatto che basta la manipolazione delle fave fresche o la loro presenza nell’aria per esporre chi è sensibile a un rischio concreto, anche senza consumo diretto.

Anche una semplice manipolazione dell’alimento in diretta, o la sua cottura, potrebbe comportare l’emissione di sostanze potenzialmente pericolose. Inoltre, la messa in onda di ricette a base di fave potrebbe portare alcuni spettatori ignari a consumarle a casa, esponendosi a un rischio che nemmeno sospettavano di correre.

Per questa ragione, molte produzioni preferiscono eliminare completamente l’ingrediente, evitando qualsiasi responsabilità sia sanitaria sia legale.

Per questa serie di motivi, dunque, le fave rappresentano un’eccezione nel panorama degli ingredienti di stagione: sono buone, fanno parte della tradizione, ma devono restare fuori dai riflettori. Non per censura o dimenticanza ma per una forma di tutela sanitaria che, come ricordato dalla conduttrice di È sempre mezzogiorno, è dettata dal buon senso e dalla responsabilità verso il pubblico.

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