Il nostro cervello è spesso vittima della cosiddetta plant blindness, ovvero la tendenza cognitiva a considerare la vegetazione e i boschi come un semplice sfondo uniforme e privo di dettagli, anziché come un ecosistema complesso ricco di risorse. Sulle nostre montagne, questa disattenzione ha portato molti boschi a perdere il loro storico valore di sostentamento per le comunità locali, riducendoli a semplici distese alberate che non vengono più utilizzate.
Ma qui c’è una storia diversa da raccontare. In Valle Varaita, in provincia di Cuneo, l’imprenditrice Agnese Rostagno ha deciso di invertire questa rotta. Attraverso il progetto Biula, la trentatreenne sta valorizzando gli estesi boschi di betulle ad alta quota per estrarre la linfa di betulla, un liquido dalle straordinarie proprietà depurative e nutrizionali che in Paesi come Canada, Russia e nel Nord Europa è già ampiamente consumato.
Dalla primavera del 2020 all’avvio della raccolta nomadica
L’idea è maturata durante i mesi di blocco della primavera del 2020, il drammatico periodo del Covid, guardando le distese di alberi dalle finestre di casa, Agnese ha ricordato le antiche usanze locali di estrazione e allora ha deciso di iniziare a studiare i mercati esteri. Nel 2021 è nata così la prima produzione ufficiale di Biula, resa possibile grazie alla sinergia con la comunità e con il Comune di Melle, che ha concesso in uso gratuito circa 80 ettari di terreno situati tra i 1.000 e i 1.400 metri di altitudine.
Per tutelare la salute della foresta, l’azienda segue un auto-disciplinare molto rigido basato su un metodo di raccolta nomadica. L’estrazione avviene nell’arco di soli quindici giorni all’anno, tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, quando la linfa risale nei tronchi per alimentare le gemme. Attraverso un sistema di pipeline sospese collegate a piccoli fori praticati su piante adulte, il liquido ricco di minerali e antiossidanti viene convogliato e trasportato immediatamente in laboratorio. Di anno in anno, la raccolta si sposta su porzioni differenti di bosco per consentire agli alberi di rigenerarsi in modo del tutto naturale.
Innovazione di prodotto e sinergie per il futuro del territorio
Dalla prima produzione distribuita nei circuiti biologici con la catena del freddo, il progetto ha saputo andare oltre ed evolversi sviluppando nuove opzioni per il consumo di ogni giorno. Accanto alla linfa fresca congelata, sono nate bevande come il soft drink a base di linfa e succo di limone, il kefir d’acqua realizzato in collaborazione con la realtà della città di Torino, Tibilab e integratori alimentari formulati con estratti di corteccia e foglie.
L’obiettivo a lungo termine di questa interessante iniziativa non riguarda solo la vendita tramite piattaforme di e-commerce e botteghe specializzate, ma sta puntando a trasformare la linfa di betulla in un ingrediente per bevande di largo consumo. Insieme a nuove attività didattiche sul territorio, l’iniziativa vuole riavvicinare le persone alla montagna, aiutandole a superare la disattenzione verso la natura e a riconnettersi in modo consapevole con l’ambiente circostante.