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La bevanda peggiore n. 1 che causa il fegato grasso: la ricerca

Tutta colpa dello sciroppo di mais, contenuto nella maggior parte delle bibite gassate.

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

Content Specialist

Ha conseguito un Master in Marketing Management e Google Digital Training su Marketing digitale. Si occupa della creazione di contenuti in ottica SEO e dello sviluppo di strategie marketing attraverso canali digitali.

La salute del fegato è una componente cruciale per il benessere generale, eppure molte persone non sono consapevoli di quanto la loro dieta possa influire su di essa. Recenti ricerche hanno individuato la bevanda numero uno che contribuisce allo sviluppo del fegato grasso, una condizione che può portare a serie complicazioni se non trattata adeguatamente. Questo articolo esplora i risultati dello studio, spiegando come questa bevanda danneggia il fegato e fornendo consigli su come proteggere la propria salute.

Non è solo il fast food a poter recare danni al nostro organismo ma anche alcune delle bevande che spesso lo accompagnano. Quante volte, infatti, insieme ad hamburger e patatine ci scoliamo una bibita gassata a cui non sappiamo proprio resistere? Ecco, ora una ricerca di fresca pubblicazione mette in guardia dai drink a base di soda i cui rischi sono soprattutto a carico del fegato. Proprio la soda, infatti, alla base di molte bevande analcoliche, può aumentare l’incidenza di steatosi epatica.

I risultati della ricerca

La ricerca è stata presentata all’incontro annuale della Endocrine Society (ENDO 2022) e raccoglie i risultati di un’indagine condotta dal National Health and Nutrition Examination Survey su dati del 2017 e 2018. I soggetti studiati sono stati oltre temila e quanto emerso evidenzia come il 70% del campione affetto da steatosi epatica non alcolica – nota comunemente come fegato grasso – abbia anche l’abitudine di assumere grandi quantità di fruttosio.

Esisterebbe, dunque , una relazione diretta fra l’assunzione di alimenti contenenti fruttosio e steatosi epatica. Da qui l’approfondimento sullo sciroppo di mais, che contiene elevate percentuali di questo monosaccaride e si trova nella maggior parte dei drink gassati oltre che in caramelle e dolciumi. Proprio questo sciroppo avrebbe un effetto deleterio sullo sviluppo del fegato grasso, il che ha portato gli esperti a consigliare di ridurre drasticamente il consumo di bevande che contengono tale ingrediente.

Che cos’è lo sciroppo di mais

Lo sciroppo di mais è sostanzialmente un dolcificante liquido ottenuto dall’amido di mais. Il processo di produzione coinvolge la conversione dell’amido in zuccheri tramite l’uso di enzimi o acidi. Questo sciroppo è ampiamente utilizzato nell’industria alimentare grazie alla sua capacità di migliorare la consistenza e la stabilità dei prodotti, oltre a conferire un sapore dolce.

È spesso impiegato in bevande, dolciumi, prodotti da forno e condimenti. Esistono diverse varianti di sciroppo di mais, tra cui il più noto è lo sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio (HFCS), che ha sollevato preoccupazioni per i suoi potenziali effetti negativi sulla salute, come l’aumento del rischio di obesità e malattie metaboliche.

Perché bisogna limitare questo tipo di bevande

Bere una lattina di cola, per esempio, equivale a ingerire dieci cucchiaini di zucchero (poco meno di quaranta grammi) per un monte calorico completamente privo di nutrienti utili. E la forma liquida produce nell’organismo un afflusso rapido di glucosio che fa aumentare la curva degli zuccheri nel sangue con i rischi che ne conseguono. In più, bere con frequenza bibite gassate che contengono sciroppo di mais è una delle condizioni che favorirebbero obesità, diabete di tipo 2 e malattie cardiache. Meglio, dunque, limitare al minimo questi drink se non eliminarli del tutto dal proprio frigorifero.

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