Sapete qual è la console più ricercata al mondo? Difficile che ci azzecchiate. Per quanto quelle di ultima generazione vanno a ruba, stiamo parlando di un pezzo che molti bollerebbero come semplice antiquariato buono tuttalpiù a stuzzicare la fantasia dei nostalgici e degli amanti del retrogaming, se non addirittura considerato vera e propria spazzatura.
Il Nintendo 64 da 230mila €
Su un noto sito internazionale di e-commerce, una console degli anni ’90 è comparsa in vendita alla cifra record di 250mila dollari, circa 235mila euro. Il dispositivo in questione è un Nintendo 64 ancora incellophanato nella confezione originale che, manco a dirlo, non è mai stato aperto. In pratica, nessuno ci ha mai giocato. Ma non solo: adesivi e linguette sono perfettamente al loro posto e non sono mai stati compromessi e, racconta l’inserzionista, al suo interno si sente ancora “puzza di 1996”.
Il motivo di questo prezzo stellare è presto detto: non esistono molte di queste console in giro, almeno non ancora all’interno della loro scatola originale ancora perfettamente sigillata. Anche se forse 250mila dollari sono un po’ tanti. Una console Nintendo 64 usata, sul mercato italiano, si trova tranquillamente al prezzo di 75-100 euro, con tanto di cavetteria, controller e a volte anche con qualche cartuccia in regalo. Questo prezzo, se la console è ancora nella sua scatola originale, sale fino a 200-300 euro. E si arriva fino a 5-6mila euro nel caso sia perfettamente sigillata…
Negli Stati Uniti i prezzi però sono decisamente più alti perché la versione locale della console all’epoca ebbe un successo incredibile, vendendo quasi 21 milioni di esemplari, dei quali gran parte ha perso per sempre il suo imballaggio originale. Si aggiunga che quella in vendita a 250mila dollari è la primissima edizione messa sul mercato americano, il 26 settembre 1996. Addirittura, alla data di lancio, negli Stati Uniti erano pronti solo due giochi: Pilotwings 64 e il grandissimo Super Mario 64, che la trascinò verso il successo.
Le aste da record per Nintendo
Nel corso di un singolo weekend, sono stati infranti due record di vendita per videogiochi da collezione prodotti da Nintendo. La prima impennata è avvenuta venerdì con la vendita di una copia intatta e quasi unica del primo The Legend of Zelda, che è stata acquistata per circa 740mila euro. Domenica ha visto un’altra impennata quando una copia praticamente perfetta di Super Mario 64 è stata venduta per una cifra incredibile di 1,31 milioni di euro, quasi raddoppiando il precedente record.
Il primato precedente era stato stabilito da una particolare cartuccia di Super Mario Bros., venduta per poco più di mezzo milione di euro lo scorso aprile. L’asta è stata gestita da Heritage Auctions, e l’incremento esponenziale dei prezzi ha portato la cartuccia di Zelda, una delle prime copie stampate del gioco e unica nel suo genere attualmente sul mercato, a raggiungere cifre senza precedenti.
Questo ha posto una domanda interessante sul futuro delle aste di videogiochi da collezione, speculando se altri giochi di valore simile verranno messi all’asta. L’ultima vendita ha riguardato una copia di Super Mario 64 del 1996 in condizioni quasi perfette, valutata 9.8 A++ Wata, un gioco che ha segnato la storia dei videogame come il primo titolo tridimensionale con protagonista il celebre simbolo di Nintendo. Ci si chiede ora quando verrà superata la soglia dei due milioni di dollari per un singolo videogioco da collezione.
Il boom dei Game Boy da collezione
Anche il mercato dei Game Boy sta vivendo una fase di crescita impressionante, con cifre che fino a pochi anni fa sarebbero sembrate fuori scala. Su eBay, ad esempio, un Game Boy “First Print” del 1989 – quindi la primissima versione distribuita negli Stati Uniti – è stato messo in vendita a 125mila euro. Parliamo di un esemplare certificato e ancora sigillato, condizioni che rappresentano il vero discrimine nel mondo del collezionismo. Tuttavia, la forbice dei prezzi resta ampia: lo stesso modello, con qualche imperfezione, può scendere anche intorno agli 11mila euro. Questo dimostra quanto il valore sia determinato da dettagli minimi, come l’integrità della confezione o la presenza dei sigilli originali.
Il Game Boy, lanciato nel 1989 e capace di superare i 118 milioni di unità vendute nel mondo, è diventato uno dei terreni più fertili per i collezionisti. Le varianti sono centinaia: edizioni limitate, collaborazioni con brand, modelli distribuiti tramite concorsi o eventi esclusivi. Alcuni esemplari, come quelli realizzati in partnership con aziende o distribuiti in quantità ridottissime, raggiungono livelli di rarità classificati come “epici” o addirittura “leggendari”.
Allo stesso tempo, il mercato resta selettivo: un Game Boy usato, anche funzionante, si trova facilmente attorno ai 100 euro. È la condizione “come nuovo” a fare la differenza. Ed è proprio questa dinamica che sta alimentando una nuova corsa al retrogaming, sempre più simile al collezionismo d’arte.
Le altre console che valgono una piccola fortuna
Altre console vintage come Atari, Commodore, Nintendo e Mega Drive, spesso conservate nelle cantine o soffitte, hanno subito un’impennata per quanto riguarda il loro valore. Alcuni modelli, come l’APF Imagination Machine del 1979 o il Commodore 64Gs, possono valere migliaia di euro se in buone condizioni e con la scatola originale.
Le console più rare, come l’APF Imagination Machine o il Commodore 64Gs, possono essere vendute online per cifre fino a 6mila euro e oltre, mentre le console più conosciute, come l’Atari 2600 o il Nintendo (Nes), hanno prezzi più accessibili, attorno ai 50-100 euro se completi di accessori e giochi.
Console come il Master System e il Mega Drive della Sega, anch’esse pezzi da collezione, possono raggiungere prezzi intorno agli 80-100 euro se vendute con tutti gli accessori e la scatola originale. In generale, la rarità, l’integrità e la completezza delle console vintage influenzano notevolmente il loro valore sul mercato dei collezionisti.