Ecco perché venerdì 17 è un giorno sfortunato

Venerdì 17 è da sempre considerato un giorno sfortunato: ecco perché

Pubblicato: Aggiornato:

Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

Content Specialist

Ha conseguito un Master in Marketing Management e Google Digital Training su Marketing digitale. Si occupa della creazione di contenuti in ottica SEO e dello sviluppo di strategie marketing attraverso canali digitali.

Arriva venerdì 17 e in Italia scatta immediatamente il rito del “toccare ferro”. Esiste persino un termine clinico per descrivere questa fobia: eptacaidecafobia, ovvero la paura irrazionale del numero 17. Mentre in gran parte del mondo il giorno temuto è il venerdì 13, nel folklore italiano il 17 occupa il trono della sfortuna, frutto di una stratificazione millenaria di storia, religione e linguistica.

Le radici del mito: tra Antichità e Medioevo

Perché il 17 gode di questa pessima fama? Le origini sono molteplici e affascinanti:

L’anagramma latino: Nell’antica Roma, sulle tombe era comune l’iscrizione VIXI (“ho vissuto”, e quindi “sono morto”). XVII, il numero 17 in cifre romane, ne è l’anagramma perfetto.

La disfatta di Teutoburgo: Nel 9 d.C., le legioni romane 17, 18 e 19 furono annientate dai Germani. Fu una sconfitta così traumatica che quei numeri non vennero mai più assegnati a nessuna legione.

La filosofia di Pitagora: I pitagorici lo detestavano perché separava il 16 dal 18, due numeri considerati “perfetti” per la loro rappresentazione geometrica (4×4 e 3×6).

Le origini religiose: Nella tradizione cattolica, il venerdì è il giorno della morte di Cristo, mentre il 17 è indicato come il giorno d’inizio del Diluvio Universale.

Il Doge traditore: A Venezia si ricorda l’esecuzione di Marin Falier, l’unico doge giustiziato per alto tradimento, avvenuta proprio venerdì 17 aprile 1355.

Cosa non fare il venerdì 17: il galateo della scaramanzia

Secondo la tradizione popolare, ci sono attività che sarebbe meglio evitare per non sfidare la sorte. Ecco una lista dei comportamenti più comuni adottati dai superstiziosi:

-Affari e burocrazia: Evitare di iniziare nuovi progetti, firmare contratti importanti o concludere acquisti significativi (come una casa o un’auto).

-Eventi di vita: Programmare matrimoni, traslochi o cambiare lavoro in questa data è spesso sconsigliato.

-Viaggi: Molti evitano di intraprendere lunghi spostamenti per timore di imprevisti o guasti.

-A tavola: È vietato incrociare le posate sul piatto o sulla tovaglia, così come far cadere sale e olio (considerati segni di gravissima iella).

-Abbigliamento e gesti: Evitare di indossare vestiti di colore viola e fare attenzione a non scendere dal lato sinistro del letto o a non passare sotto una scala aperta.

Il confronto globale: venerdì 17 VS venerdì 13

La sfortuna non è un concetto universale. Se in Italia e in alcuni paesi di matrice greco-latina il 17 è il “nemico”, nei paesi anglosassoni il primato spetta al venerdì 13. Questa credenza deriva dal numero dei partecipanti all’Ultima Cena e dal massacro dei Cavalieri Templari, ordinato da Filippo il Bello proprio un venerdì 13 del 1307. In Spagna e in Sud America, invece, il giorno nefasto è il martedì 13.

Una visione alternativa: il 17 come numero fortunato

Non tutto il mondo vede il 17 come un presagio oscuro. Nella Cabala ebraica, ad esempio, il 17 è considerato un numero propizio: la somma del valore numerico delle lettere che lo compongono forma la parola tôv, che significa “buono” o “bene”.

In conclusione, che si tratti di un retaggio storico o di pura suggestione, il venerdì 17 rimane un elemento indissolubile del folklore italiano. Sebbene non esistano basi scientifiche a supporto della sfortuna, la cultura popolare continua a celebrarlo tra timore e ironia, come dimostrato anche dal cinema (si pensi al classico Era di venerdì 17). Nel dubbio, però, un po’ di prudenza non guasta mai!

più popolari su facebook nelle ultime 24 ore

vedi tutti