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Nuovi controlli in aeroporto: cos'è l'EES e perché può creare code (come a Milano)

Code più lunghe e procedure nuove: i controlli in aeroporto stanno causando disagi

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

Content Specialist

Ha conseguito un Master in Marketing Management e Google Digital Training su Marketing digitale. Si occupa della creazione di contenuti in ottica SEO e dello sviluppo di strategie marketing attraverso canali digitali.

L’introduzione dei nuovi controlli alle frontiere europee sta già producendo effetti concreti. Il 12 aprile 2026, all’aeroporto di Milano Linate, circa 100 passeggeri hanno perso il volo diretto a Manchester nonostante fossero arrivati in anticipo. Il motivo non è stato un disservizio della compagnia aerea, ma l’impatto delle nuove procedure legate all’EES, il Sistema europeo di ingresso/uscita entrato in funzione appena due giorni prima, il 10 aprile. Un episodio che ha acceso i riflettori su un cambiamento destinato a trasformare i controlli aeroportuali in tutta Europa.

Cosa è successo a Milano Linate

File molto più lunghe del previsto ai controlli di frontiera e tempi di attesa dilatati. Secondo le testimonianze raccolte, alcuni passeggeri erano arrivati in aeroporto alle 7:30 per un volo delle 11:00, quindi con largo anticipo. Eppure, non sono riusciti a superare i controlli in tempo.

Quando molti di loro sono arrivati al banco passaporti, il volo era già partito. A bordo sarebbero salite appena una trentina di persone su un totale molto più ampio. Gli altri hanno dovuto riorganizzarsi, in alcuni casi aspettando fino a 20 ore per un nuovo volo, spesso con destinazione diversa da quella iniziale.

La compagnia aerea ha dichiarato di aver tentato di ritardare la partenza per consentire l’imbarco ai passeggeri, ma senza successo. Il problema, infatti, non era operativo, ma legato ai nuovi controlli.

Cos’è l’EES e come funziona

L’EES (Entry/Exit System) è un sistema digitale europeo pensato per registrare automaticamente i movimenti dei cittadini di Paesi terzi che entrano e escono dallo spazio europeo per soggiorni brevi.

Per “breve durata” si intende un massimodi 90 giorni su un periodo di 180 giorni, valido per tutti i Paesi che adottano il sistema, tra cui gli Stati membri dell’Unione europea e altri Paesi associati come Islanda, Norvegia, Svizzera e Liechtenstein.

Il sistema sostituisce progressivamente il timbro manuale sul passaporto con una registrazione digitale. Ogni volta che un viaggiatore attraversa una frontiera, i dati vengono salvati automaticamente. Ma c’è un passaggio cruciale: alla prima registrazione, le autorità devono raccogliere dati biometrici.

Perché i nuovi controlli rallentano tutto

È proprio la fase iniziale a generare rallentamenti. Al primo ingresso dopo l’attivazione dell’EES, ogni viaggiatore deve farsi fotografare il volto, fornire le impronte digitali e registrare i propri dati nel sistema.

Queste operazioni richiedono tempo e personale dedicato. In aeroporti già congestionati, anche pochi secondi in più per passeggero possono tradursi in code molto lunghe. A Milano Linate, il sistema era appena entrato in funzione. La combinazione tra novità, adattamento operativo e volume di traffico ha creato un effetto domino: file lente, accumulo di passeggeri e ritardi che si sono amplificati nel corso della mattinata.

A chi si applica davvero l’EES

Il sistema riguarda esclusivamente i cittadini di Paesi non appartenenti all’Unione europea o allo spazio Schengen, sia che abbiano bisogno di visto sia che possano viaggiare senza. Non si applica invece ai cittadini europei, che continuano a utilizzare le corsie dedicate senza controlli biometrici aggiuntivi.

Ci sono anche alcune eccezioni: Irlanda e Cipro, pur essendo Paesi UE, continueranno a utilizzare il timbro manuale sul passaporto.

I rischi per chi viaggia

Il rischio principale è sottovalutare i tempi necessari per superare i controlli. Le compagnie aeree stanno già invitando i passeggeri a presentarsi con largo anticipo rispetto al passato. Dove prima potevano bastare due ore, ora potrebbe essere necessario prevedere margini più ampi, soprattutto per voli verso Paesi extra UE.

Se molti passeggeri arrivano contemporaneamente, il sistema può rallentare ulteriormente, creando situazioni difficili da gestire in tempo reale. Eppure, in sistema è stato pensato per velocizzare le procedure. L’obiettivo dell’EES è infatti rendere i controlli più efficienti e sicuri nel lungo periodo, eliminando i timbri manuali e digitalizzando completamente il processo. Nel breve termine, però, la fase di transizione comporta inevitabili criticità. L’infrastruttura deve essere testata, il personale deve adattarsi e i passeggeri devono familiarizzare con le nuove procedure.

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