Quando pensiamo ai giochi da tavolo, la mente corre subito a immagini familiari, spesso relegate agli anni dell’infanzia o dell’adolescenza: una partita a scacchi, una sfida a dama o una serata tra amici davanti al backgammon. Eppure, la passione per il gioco e per la strategia affonda le sue radici in un passato molto più remoto di quanto si possa immaginare.
Molto prima della nascita delle grandi civiltà classiche, quando città e imperi dovevano ancora prendere forma, uomini e donne già trascorrevano il loro tempo spostando pedine su una tavola, elaborando mosse e strategie. Una scoperta archeologica straordinaria, avvenuta nella Russia meridionale, ci permette oggi di fare un salto indietro di circa seimila anni, rivelando un aspetto sorprendentemente moderno della vita preistorica.
- La scoperta nel tumulo funerario
- Oltre cinquanta pedine d’osso
- Il legame con i primi giochi della storia
La scoperta nel tumulo funerario
Tutto ha avuto inizio nel sito archeologico di Aglitsky I, nel sud della Russia. Qui, un team del Southern Scientific Centre della Russian Academy of Sciences ha riportato alla luce un ritrovamento inatteso all’interno di un tumulo funerario risalente al IV millennio a.C.
Accanto al corpo di un individuo sepolto in posizione rannicchiata, gli archeologi hanno rinvenuto oltre cinquanta pedine d’osso e una struttura che ricorda una scacchiera primitiva, divisa in due settori separati da una barra trasversale.
L’insieme dei reperti suggerisce la presenza di un vero e proprio set da gioco strategico, probabilmente utilizzato da due giocatori o da due schieramenti contrapposti.
Oltre cinquanta pedine d’osso
L’elemento più sorprendente del ritrovamento è rappresentato dalle pedine emisferiche, ricavate con grande precisione dalle epifisi dei femori di pecora o ariete.
La lavorazione appare estremamente accurata: ogni pedina presenta una base piatta, dettaglio che ne garantiva la stabilità sulla superficie di gioco, proprio come accade con i segnalini dei moderni giochi da tavolo.
Al centro della tavola, inoltre, spicca una piccola figura antropomorfa stilizzata, montata su un piedistallo.
Il suo significato resta ancora avvolto nel mistero. Potrebbe trattarsi di:
- una pedina speciale
- un simbolo rituale
- il fulcro del gioco
- un elemento con valore religioso o simbolico
Il numero elevato di pezzi lascia intuire che non si trattasse di un semplice passatempo, ma di un sistema di gioco probabilmente complesso e strutturato.
Il legame con i primi giochi della storia
Secondo l’archeologo Leonid Ilyukov, il ritrovamento presenta affinità con reperti appartenenti alla cultura di Konstantinovka, diffusa nell’area del basso Don.
Ma il collegamento più affascinante riguarda la Mesopotamia, considerata da molti studiosi la culla dei primi giochi da tavolo organizzati.
Già nel IV millennio a.C., infatti, in quell’area comparivano tavole suddivise in caselle e sistemi di gioco con pedine, veri e propri antenati dei moderni giochi strategici.
Pur non trattandosi ancora degli scacchi, nati molti secoli dopo, questi reperti testimoniano le prime forme di competizione mentale e strategica.
Gli studiosi ipotizzano che il gioco possa essere giunto nelle steppe eurasiatiche attraverso gli scambi culturali e commerciali con popolazioni collegate alla cultura di Uruk, una delle prime grandi civiltà urbane del Vicino Oriente.
Il fascino di questa scoperta è amplificato da un interrogativo ancora irrisolto: come si giocava?