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Egitto, scoperto un frammento dell’Iliade in una mummia egiziana: il papiro che potrebbe riscrivere la storia

Per la prima volta un testo letterario greco viene trovato all’interno di un rituale funerario egizio

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

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Una scoperta destinata a cambiare la comprensione dei rapporti tra cultura greca ed egizia arriva dal sito archeologico di Al Bahnasa, nell’Egitto centrale. Un frammento dell’Iliade di Omero è stato rinvenuto all’interno di una mummia di epoca romana, utilizzato come parte integrante del rituale di imbalsamazione. Si tratta di un caso unico: mai prima d’ora un testo letterario greco era stato documentato in un contesto funerario egizio.

Il papiro nascosto per 1.600 anni

Il reperto è rimasto per circa 1.600 anni celato tra il corpo della mummia e il sarcofago, collocato sull’addome del defunto nella cosiddetta Tomba 65. Gli archeologi ritengono che la sua presenza non sia casuale, ma frutto di una scelta precisa degli imbalsamatori.

Fino a oggi, i papiri rinvenuti nelle sepolture egizie contenevano quasi esclusivamente formule magiche, testi religiosi o incantesimi legati al viaggio nell’aldilà. L’inserimento di un brano dell’Iliade rappresenta quindi una rottura significativa rispetto alla tradizione, suggerendo un uso simbolico o culturale ancora tutto da interpretare.

Il “Catalogo delle navi” riemerge dal passato

Le analisi condotte dagli studiosi dell’Università di Barcellona hanno permesso di identificare il testo come parte del celebre “Catalogo delle navi”, contenuto nel Libro II dell’Iliade. Questo passaggio elenca le flotte e i contingenti greci partiti per la guerra di Troia, rappresentando uno dei momenti più emblematici dell’epica antica.

Il frammento è stato recuperato durante la campagna di scavi 2025 e successivamente restaurato e studiato nei primi mesi del 2026 da un team multidisciplinare composto da archeologi, papirologi e filologi. Il lavoro ha richiesto tecniche delicate per preservare un documento estremamente fragile, ma di enorme valore storico e letterario.

Ossirinco: un archivio unico del mondo antico

Il sito di Ossirinco, identificato con l’attuale Al Bahnasa, è noto fin dall’Ottocento per la quantità straordinaria di papiri antichi restituiti: testi letterari, documenti amministrativi e corrispondenze private che hanno rivoluzionato lo studio dell’antichità.

Situato a circa 190 chilometri dal Cairo, lungo il ramo del Nilo Bahr Yussef, il sito si conferma ancora oggi uno dei principali centri di ricerca sul mondo greco-romano in Egitto. La missione archeologica attiva dal 1992 ha riportato alla luce un complesso funerario articolato, con camere in pietra calcarea ormai in parte deteriorate e segnate da saccheggi antichi.

Un complesso funerario ricco di sorprese

Nonostante i danni subiti nel corso dei secoli, le camere funerarie hanno restituito reperti sorprendenti. In una di esse è stata rinvenuta una grande giara funeraria contenente resti umani cremati di un adulto, insieme a ossa di neonato e a un cranio felino, il tutto avvolto in tessuti.

Altri ambienti hanno restituito resti animali, oggetti votivi e statuette in terracotta e bronzo raffiguranti divinità appartenenti sia al pantheon egizio sia a quello greco-romano. Questo insieme testimonia un forte sincretismo religioso, segno di una società in cui tradizioni diverse convivevano e si influenzavano reciprocamente.

Riti funerari tra tradizione egizia e influenze straniere

Particolarmente significativa è la presenza di pratiche funerarie insolite per l’antico Egitto, come la cremazione associata alla sepoltura, un elemento che riflette l’influenza delle culture greca e romana durante l’età tolemaica e romana.

In questo contesto, l’inserimento di un testo come l’Iliade nel processo di mummificazione potrebbe indicare una nuova forma di ritualità, in cui il valore culturale e simbolico della letteratura si intreccia con le credenze sull’aldilà.

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