Fonte: Ansa

"Lasciare la festa quando è ancora piena": la frase profetica dello stilista Valentino e la sua scomparsa durante la Fashion Week

Una dichiarazione pronunciata anni fa torna attuale e carica di significato.

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Stefania Cicirello

Stefania Cicirello

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Content writer, video editor e fotografa, ha conseguito un Master in Digital & Social Media Marketing. Scrive articoli in ottica SEO e realizza contenuti per social media, con focus su Costume & Società, Moda e Bellezza.

C’è una frase che, più di altre, è rimasta sospesa nel tempo come un presagio elegante. L’aveva pronunciata Valentino Garavani nel 2007, nel momento in cui annunciava il suo ritiro dalle passerelle: «Vorrei lasciare la festa quando è ancora piena». All’epoca sembrava una riflessione raffinata sul successo e sul controllo della propria immagine. Oggi, alla luce della sua scomparsa avvenuta nel pieno svolgimento della Fashion Week di Milano, quelle parole assumono un significato nuovo, quasi profetico.

Chi è stato Valentino per il mondo della moda

Valentino è stato un architetto dell’eleganza, un costruttore di immaginari, un uomo che ha saputo trasformare la moda in linguaggio universale. Proprio per questo, il modo in cui ha lasciato la scena – prima professionalmente, poi simbolicamente – appare coerente fino all’ultimo dettaglio. Ritirarsi quando il proprio nome era ancora sinonimo di perfezione assoluta, senza attendere l’inevitabile declino creativo, era già stato un gesto controcorrente. Morire mentre il sistema moda si compie a Milano come da tradizione ogni anno con la Settimana della Moda rende quel gesto ancora più carico di senso.

La frase detta nel lontano 2007

La frase pronunciata nel 2007 non nasceva da stanchezza o disillusione. Al contrario, rivelava una lucidità rara in un mondo che spesso fatica a fermarsi. Valentino aveva compreso che la vera eleganza non sta solo nel creare, ma anche nel sapere quando smettere. Non inseguire il tempo che passa, non farsi inseguire dalle mode più giovani, non diventare una caricatura di sé stessi. In questo, la sua visione era profondamente umana prima ancora che artistica.

Il fatto che la sua scomparsa sia avvenuta durante la Settimana della Moda di Milano ha colpito un po’ tutti. Milano è stata una cornice e uno dei cuori pulsanti del suo universo professionale. Pur avendo costruito il suo mito tra Roma e Parigi, Valentino ha sempre riconosciuto nel capoluogo lombardo un centro nevralgico della moda internazionale. Le sue apparizioni, le sfilate, i rapporti con il sistema industriale e creativo milanese hanno contribuito a rafforzare il ruolo della città come capitale globale dello stile.

La Fashion week a Milano nel ricordo di Valentino

In questi giorni, mentre le passerelle si susseguono e il calendario impone ritmi frenetici, la notizia della sua morte ha introdotto una sorta di pausa. Un silenzio improvviso, quasi irreale. Come se la moda stessa fosse stata costretta a fermarsi per un istante e guardare indietro, riconoscendo il debito verso uno dei suoi padri fondatori. Non pochi hanno letto questa coincidenza come un ultimo, involontario atto scenico: Valentino che lascia il mondo proprio mentre la “festa” della moda è al massimo del suo splendore.

La sua eredità, del resto, non è legata solo agli abiti iconici o al celebre rosso Valentino, diventato un codice visivo riconoscibile ovunque. È anche culturale, fatta di disciplina, misura e rispetto per il mestiere. Valentino ha incarnato un’idea di lusso che non aveva bisogno di eccessi o provocazioni continue.

Oggi, rileggendo quella frase, emerge una lezione che va oltre il fashion system. “Lasciare la festa quando è ancora piena” è una riflessione sul tempo, sulla dignità, sul valore della consapevolezza. Significa scegliere l’uscita di scena prima che siano gli altri a deciderla per te. Significa preservare la bellezza del ricordo, anziché consumarla fino all’esaurimento.

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