La Fascino continua a crescere e conferma la forza televisiva dell’universo costruito attorno a Maria De Filippi, ma dietro il dato dei ricavi in salita emerge un dettaglio inatteso: i guadagni risultano in calo. Una fotografia contabile che racconta la storia di una società solidissima, in grado di produrre programmi importantissimi per Canale 5 e per tutta la tv italiana, ma che è anche alle prese con costi più alti e nuove dinamiche produttive.
- Fascino sfiora i 77 milioni: la macchina tv di Maria De Filippi resta fortissima
- Perché gli utili calano se i ricavi aumentano
- Una società solida, tra liquidità e nuovi equilibri interni
Fascino sfiora i 77 milioni: la macchina tv di Maria De Filippi resta fortissima
Da “C’è posta per te” ad “Amici”, da “Uomini e Donne” a “Tu sì que vales”, passando per “Temptation Island” e “This is me”, i programmi firmati Fascino continuano a occupare una parte importante del palinsesto di Canale 5. Il risultato è un bilancio che conferma la capacità della società di produrre format riconoscibili, popolari e molto redditizi.
Secondo i dati riportati da Giuseppe Candela su Il Fatto Quotidiano, Fascino, controllata al 50% da Maria De Filippi e al 50% da Rti-Mediaset, ha chiuso il bilancio al 31 dicembre 2025 con un fatturato di 76.681.000 euro. Una cifra molto vicina ai 77 milioni, superiore rispetto ai 75.756.000 euro dell’anno precedente e nettamente più alta dei 66.104.000 euro registrati nel 2023. In appena due anni, dunque, il giro d’affari è cresciuto di oltre dieci milioni.
Il dato racconta una continuità rara nel mondo televisivo: Fascino riesce a muoversi tra generi diversi, dal dating show al talent, dal reality all’emotainment, mantenendo una forte identità editoriale. La “fabbrica” di Maria De Filippi non dipende da un solo titolo, ma da un ecosistema di programmi che presidiano fasce differenti e parlano a pubblici diversi.
Perché gli utili calano se i ricavi aumentano
Il punto più interessante, però, è il contrasto tra ricavi e utili. Se il fatturato cresce, l’utile netto scende. Sia chiaro, il saldo è positivo, ma nel 2025 si ferma a 8.067.000 euro, contro i 10.852.000 euro del 2024. La società, dunque, incassa di più ma guadagna meno. Non si tratta necessariamente di un segnale di debolezza, ma dell’effetto di una maggiore pressione sui costi produttivi.
La spiegazione indicata nel bilancio riguarda l’aumento dei costi dei servizi, passati da 39,7 a 44,2 milioni di euro. In particolare, viene citata la partecipazione di numerosi ospiti importanti alle trasmissioni prodotte da Fascino. In poche parole, la qualità e la spettacolarità dei programmi avrebbero richiesto investimenti più alti, soprattutto sul fronte dei cachet.
Il riferimento è a trasmissioni come “C’è posta per te”, con ospiti provenienti dal mondo dello spettacolo, del calcio e del tennis; “Tu sì que vales”, con decine di presenze in undici puntate; e il serale di “Amici”, anche questo caratterizzato da una forte presenza di artisti, volti televisivi e personaggi noti. Alcuni appartengono all’area Mediaset, ma altri, tra cantanti, attori e sportivi non legati al Biscione, avrebbero inciso maggiormente sui costi.
Una società solida, tra liquidità e nuovi equilibri interni
Il calo dell’utile, quindi, va letto dentro un quadro più ampio. Fascino resta una società molto robusta: dispone di molta liquidità, ha attività finanziarie non immobilizzate per 25,494 milioni, utili portati a nuovo per 33,369 milioni e un patrimonio netto di 41,4 milioni di euro. Numeri che mostrano una struttura patrimoniale forte e una capacità di investimento ancora ampia.
Anche sul piano organizzativo, la società ha dimensioni significative: conta 173 dipendenti, tra cui 6 dirigenti, 21 operai e 146 impiegati. Nell’assemblea del 30 aprile scorso è stato nominato il nuovo consiglio di amministrazione, con la conferma di Maria De Filippi e del figlio Gabriele Costanzo tra i consiglieri, oltre alla riconferma di Sabina Gregoretti come amministratore delegato.
La novità riguarda la presidenza: esce Alessandro Salem, Ceo di Mediaset Spagna, ed entra Pasquale Straziota, nominato in primavera General Counsel di Mfe-Mediaset. Un passaggio che conferma il legame industriale tra Fascino e il gruppo Mediaset. La sintesi è chiara: i ricavi corrono, gli utili scendono per i costi, ma la società di Maria De Filippi resta una delle realtà più forti della tv italiana.