Anna Falchi: "Quante super carriere sono nate a letto!"

Fonte: Instagram

Non sempre folgoranti carriere televisive sono dettate da talenti incontenibili, almeno questo è quanto ribadisce (non è esattamente una novità) Anna Falchi in un’intervista rilasciata a Quotidiano.net, in cui fotografa a modo suo una situazione di intrecci, che possono condurre a risultati assai efficaci.

“La disponibilità sessuale non dovrebbe essere importante nel lavoro, invece purtroppo conta. Nel nostro ambiente alcune persone sono andate avanti grazie alle spintarelle di amanti blasonati. Questo vale in tutti i settori. Ma anche il nepotismo è altrettanto odioso”, ha detto Anna.

“Nomi non ne faccio, ma posso dire che magari una fa una carriera di tanti anni ma poi alla fine non le viene riconosciuta, invece all’improvviso arriva una che per un po’ fa la valletta, e l’anno dopo le danno un programma importante come conduttrice. C’è chi fa le carriere orizzontali, e chi le fa verticali. È un po’ più lunga ma alla fine ci riesci”.

Quel che è certo rimane la scelta, la possibilità di poter rispondere no. Come è capitato alla stessa Falchi, che ha ammesso di aver respinto qualche corteggiatore un po’ troppo galante e relative avances. “Esplicita esplicita no. Qualche corteggiamento sì, certo”.

la showgirl italofinlandese non si è mai pentita e anche se oggi la sua presenza in televisione è quasi uan rarità, non le manca il lavoro tra serate, convention, Quelli che il calcio e su Sky 425 il programma, Sei donna.

Con la medesima trasparenza con la quale ha replicato alle domande del suo mentore, Pippo Baudo, a Domenica In Anna ha ammesso di aver ceduto alle lusinghe del ritocchino.

“È vero! Uno non è tenuto a dirlo, però nel mio caso l’intervento estetico è così evidente che alla fine l’ho ammesso. Del resto non mi mancava niente, è stato un peccato veniale, cercavo la perfezione. Ho sempre avuto l’esempio di mia mamma bella prosperosa, per me una donna deve esserlo, il seno è un simbolo di femminilità. Avevo 19 anni, ho deciso senza dirlo a nessuno sennò mi avrebbero fermato. Mi costò 15 milioni ma dovetti pagarlo a rate: chi ce li aveva tutti quei soldi a quei tempi? Facevo già la modella e qualche pubblicità, tra cui quella con Fellini (del Banco di Roma, 1991)”!

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