Fonte: Ansa

Si chiudono le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026: questo è il momento da brivido che resterà per sempre nella storia dei Giochi

Doppie medaglie, lacrime sul ghiaccio e dediche commoventi: Milano-Cortina 2026 si chiude con un momento destinato a restare nella storia.

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Stefania Cicirello

Stefania Cicirello

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Con la cerimonia di chiusura andata in scena domenica sera 22 febbraio dall’Arena di Verona, è calato il sipario su Milano-Cortina 2026. I numeri parlano chiaro: 30 medaglie per l’Italia, record personali, prime volte storiche per intere nazioni. Ma se c’è un filo che tiene insieme queste due settimane, non sono solo gli ori. Sono gli abbracci, le dediche, le lacrime trattenute sul ghiaccio.

L’ora d’oro azzurra e l’abbraccio che ha fatto il giro del mondo

A Cortina, in 63 minuti, l’Italia ha scritto una pagina che resterà negli annali dello slittino. Prima l’oro di Andrea Voetter e Marion Oberhofer nel doppio femminile. Poi, meno di un’ora dopo, la rimonta di Dominik Fischnaller? No: qui la scena è stata per Rieder-Kainzwaldner nel doppio maschile, oro che mancava da 32 anni. Due titoli nello stesso pomeriggio, sotto la guida tecnica di Armin Zöggeler. Un’ora che ha ricordato per intensità Tokyo 2021.

Ma l’immagine simbolo italiana è stata un’altra. Francesca Lollobrigida ha vinto l’oro nei 3000 e nei 5000 metri di pattinaggio di velocità. Dopo il traguardo dei 3000, è corsa ad abbracciare il figlio Tommaso, due anni e mezzo. Una scena semplice, potentissima.

Il coraggio che viene da lontano

A Milano-Cortina Richardson Viano è diventato il primo atleta haitiano ai Giochi invernali. Ha raccontato che il suo sogno è nato guardando una cartolina con la neve in un orfanotrofio.

Lucas Pinheiro Braathen ha vinto lo slalom gigante a Bormio davanti a Marco Odermatt e Loïc Meillard. È il primo oro olimpico invernale per il Brasile. Sotto la nevicata ha cantato l’inno brasiliano e ha detto: “La differenza è un superpotere”. Poco dopo ha ricevuto la telefonata di Alberto Tomba in diretta. È scoppiato in lacrime.

Quando lo sport diventa tributo

Maxim Naumov ha pattinato pensando ai genitori Evgenia Shishkova e Vadim Naumov, morti in un incidente aereo un anno fa. Al termine della prova si è inginocchiato e ha sussurrato: “Guardate cosa abbiamo fatto”. La frase del padre, “Sii forte, sii resiliente”, è diventata la colonna sonora invisibile della sua esibizione.

Vladyslav Heraskevych, skeletonista ucraino, è stato escluso per aver rifiutato di sostituire un casco commemorativo con i volti di oltre 20 atleti e allenatori ucraini morti in guerra. La decisione è stata presa dalla giuria della IBSF in base ai regolamenti del CIO. Lui ha parlato di “prezzo della dignità”.

Federico Tomasoni ha vinto l’argento nello ski cross in rimonta, superando Alex Fiva all’ultimo istante con la mano protesa sul traguardo. Sul casco aveva disegnato un sole. Era per Matilde Lorenzi, sciatrice azzurra morta nell’ottobre 2024 in Val Senales. “Sarai per sempre il mio sole”, aveva scritto. L’oro è andato a Simone Deromedis. L’Italia ha chiuso quella gara con una doppietta.

Il volto umano della pressione

Ilia Malinin, 21 anni, soprannominato “il Dio dei quadrupli”, ha chiuso ottavo nel pattinaggio artistico. È caduto. Ha mostrato la fatica. Nei mesi precedenti aveva scritto sui social: “Niente fa più male che cercare di fare del tuo meglio e non essere comunque abbastanza”. A Milano-Cortina non ha vinto una medaglia, ma ha mostrato la vulnerabilità di un campione sotto pressione olimpica.

Elana Meyers Taylor, 41 anni, ha conquistato l’oro nel monobob femminile. Subito dopo si è inginocchiata davanti ai figli Nico e Noah, entrambi sordi, e ha comunicato la vittoria in lingua dei segni. E ancora Jake Canter, snowboarder statunitense, ha vinto il bronzo nello slopestyle a Livigno. A 13 anni aveva il 20% di probabilità di sopravvivere dopo un grave trauma cranico e una meningite batterica. Tre interventi chirurgici, lunga riabilitazione. A 22 anni è salito su un podio olimpico.

Il momento finale che resterà

E per chiudere questi Giochi, l’ultima gara ha consegnato l’oro nell’hockey maschile agli Stati Uniti dopo 46 anni. Sul ghiaccio, durante la premiazione, i compagni hanno mostrato la maglia di Johnny Gaudreau, morto il 29 agosto 2024 in un incidente stradale insieme al fratello Matthew. I figli di Gaudreau sono scesi sul ghiaccio. Non c’è stato bisogno di altre parole.

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