Fonte: ANSA

Sanremo 2026, l'Accademia della Crusca incorona il miglior testo: la canzone che conquista i linguisti

L’Accademia della Crusca premia il miglior testo del Festival di Sanremo 2026. Ma qual è la canzone che ha conquistato i linguisti?

Pubblicato:

Giuseppe Guarino

Giuseppe Guarino

Giornalista

Ph(D) in Diritto Comparato e processi di integrazione e attivo nel campo della ricerca, in particolare sulla Storia contemporanea di America Latina e Spagna. Collabora con numerose testate ed è presidente dell'Associazione Culturale "La Biblioteca del Sannio".

Stasera comincia finalmente il Festival di Sanremo 2026 che, lo sappiamo, non è soltanto una gara musicale. La kermesse ci ha abituato al fatto di essere teatro di lancio di tendenze e anche alla sua capacità di offrire uno spaccato sulla nostra società e, proprio per questo, rappresenta anche un osservatorio privilegiato sulla lingua italiana. E sulla sua evoluzione contemporanea. Ogni anno i testi delle canzoni vengono analizzati con attenzione dagli studiosi, e anche nel 2026 l’Accademia della Crusca ha passato al setaccio le parole dei brani in gara. Tra liriche sentimentali e tentativi di innovazione stilistica, una canzone in particolare ha saputo conquistare i linguisti. Ma di quale si tratta?

Un Festival linguistico tra prudenza e scrittura “media”

Andiamo con ordine e partiamo dal principio. L’analisi condotta dall’Accademia della Crusca sui trenta brani in gara evidenzia un Sanremo 2026 caratterizzato da una scrittura corretta ma raramente sorprendente. I testi oscillano tra amori fragili, relazioni tormentate e introspezione personale, con un voto medio compreso tra il 6 e il 7.

La lingua quest’anno appare controllata, meno provocatoria rispetto ad altre edizioni, con pochi inglesismi e un ritorno a un italiano più tradizionale e sorvegliato. Tra i titoli più rappresentativi di questa tendenza figurano “Stupida sfortuna” di Fulminacci, “Sei tu” di Levante, “Labirinto” di Luchè e “Tu mi piaci tanto” di Sayf, che offrono sì esempi di una scrittura efficace, sebbene paia inserita in schemi ormai consolidati.

“Stella stellina” di Ermal Meta: il testo che convince i linguisti dell’Accademia della Crusca

Secondo la valutazione dell’Accademia della Crusca, il brano che emerge nettamente è “Stella stellina” di Ermal Meta. La canzone si distingue rispetto alle altre poiché riesce a uscire dalla dimensione esclusivamente sentimentale che domina gran parte del Festival, introducendo uno sguardo rivolto alla realtà esterna. Presentata come una ninna nanna idealmente dedicata a una bambina di Gaza, la canzone amplia il respiro narrativo tipico del palco dell’Ariston e dimostra come il linguaggio musicale possa dialogare con il presente senza rinunciare alla delicatezza poetica. Proprio questa capacità di unire semplicità espressiva, coerenza stilistica e profondità tematica ha portato la Crusca a considerarla il testo più significativo dell’edizione 2026.

Tra introspezione e “para-poesia”: gli altri testi osservati speciali

Accanto al buon Ermal Meta, i linguisti hanno individuato altri esempi interessanti, pur con risultati diversi. “Male necessario” di Fedez e Marco Masini punta su immagini fortemente introspettive e su un linguaggio carico di metafore psicologiche, definito dagli studiosi una forma di “para-poesia”: un tentativo di elevazione lirica che alterna intuizioni riuscite a passaggi più prevedibili. Buoni riscontri anche per “La felicità e basta” di Maria Antonietta e Colombre e per “Ai Ai” di Dargen D’Amico, capaci di sperimentare registri linguistici differenti senza rompere del tutto con la tradizione sanremese.

Nel complesso, dunque, possiamo dire che questo Festival ci racconta una produzione sempre più collettiva — spesso con molti autori per ogni brano, ma non è una novità — e una scrittura che privilegia equilibrio e accessibilità rispetto alla rottura stilistica.

Magari il Festival di Sanremo 2026 non passerà alla storia per le sue rivoluzioni linguistiche, ma conferma come la canzone italiana resti uno specchio fedele del modo in cui cambiano parole, emozioni e soprattutto la sensibilità del pubblico.

più popolari su facebook nelle ultime 24 ore

vedi tutti