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Altro che svolta extraterrestre: la replica della NASA che gela gli appassionati di alieni

Dopo la richiesta di Donald Trump di rendere pubblici i file sugli UFO, l’agenzia spaziale ribadisce l’impegno per la trasparenza ma nega l’esistenza di documenti “scottanti” su visite extraterrestri

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Alessia Malorgio

Alessia Malorgio

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Il dibattito sulla vita extraterrestre ha subito un’accelerazione inattesa quando l’ex presidente Barack Obama, intervistato dallo YouTuber Brian Tyler Cohen, ha risposto alla domanda “Gli alieni sono reali?” con una frase destinata a far discutere: “Sono reali, ma io non li ho visti”.

Successivamente, Obama ha chiarito di non riferirsi a visite di extraterrestri sulla Terra, ma alla convinzione che, nell’“immenso cosmo”, sia plausibile l’esistenza di forme di vita altrove. Ha inoltre smentito le teorie secondo cui entità aliene sarebbero nascoste nella celebre Area 51, affermando che un eventuale insabbiamento avrebbe richiesto una cospirazione tale da essere stata occultata perfino al presidente degli Stati Uniti.

Le sue parole hanno però provocato la reazione di Donald Trump, che lo ha accusato di aver diffuso informazioni classificate.

La richiesta di desecretare i file sugli UFO

Trump ha dichiarato di aver incaricato il Segretario alla Difesa di avviare il processo di identificazione e pubblicazione di tutti i documenti governativi relativi ad alieni, fenomeni aerei non identificati (UAP) e UFO. Secondo il presidente, l’obiettivo sarebbe quello di rendere pubbliche “tutte le informazioni connesse a queste questioni complesse ma estremamente interessanti e importanti”.

La mossa ha riacceso l’interesse dell’opinione pubblica per i presunti dossier segreti custoditi dalle agenzie federali, alimentando le aspettative di una possibile rivelazione storica.

La risposta della NASA: apertura sì, misteri no

A intervenire è stata infine la NASA, che ha adottato un tono definito da molti ironico ma fermo nel contenuto. La portavoce Bethany Stevens ha ribadito l’impegno dell’agenzia per la scienza aperta e la trasparenza dei dati, sottolineando che la NASA rende pubbliche le proprie informazioni fin dalla sua fondazione.

Nel messaggio pubblicato su X, Stevens ha citato anche l’amministratore Jared Isaacman, il quale avrebbe ammesso di essersi imbattuto in questioni difficili da spiegare nel corso del suo incarico, precisando però che si trattava più di programmi inutilmente costosi che di tracce di vita aliena.

La posizione dell’agenzia è chiara: non esiste alcun archivio segreto pronto a svelare visite extraterrestri o tecnologie aliene nascoste.

Scetticismo e teorie alternative

Nonostante la presa di posizione ufficiale, parte degli utenti sui social ha espresso scetticismo, sostenendo che eventuali informazioni riservate potrebbero essere state occultate anche alla stessa NASA. Alcuni hanno inoltre ricordato che non tutti i dati governativi sono integralmente accessibili al pubblico.

A rafforzare la linea prudente è intervenuto anche il veterano scienziato della NASA, Gentry Lee, che durante una conferenza dell’American Association for the Advancement of Science ha dichiarato che non esistono prove di atterraggi alieni sulla Terra. Secondo Lee, chi crede che astronavi extraterrestri abbiano visitato il pianeta sarebbe stato “fuorviato”.

La ricerca della vita oltre la Terra continua

Pur escludendo visite aliene, la comunità scientifica non nega la possibilità che la vita extraterrestre possa esistere altrove nell’universo. L’esplorazione di esopianeti potenzialmente abitabili e di mondi del Sistema solare come Encelado o Titano resta una priorità per l’astrobiologia.

Gli scienziati sottolineano inoltre che eventuali forme di vita potrebbero essere profondamente diverse da quelle terrestri, basate sul DNA. Come ha spiegato Lee, tutta la vita sulla Terra condivide lo stesso meccanismo molecolare fondamentale; una biologia aliena potrebbe invece seguire logiche completamente differenti.

 

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