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Cos'è la misofonia: i rumori che disturbano

Ci sono persone che non riescono a sopportare suoni come il masticare altrui. Scopriamo cosa hanno scoperto su questa sindrome detta misofonia

Fonte: Wikimedia

Ci sono persone che non riescono a sopportare suoni quali il masticare altrui. Per quanto a molti possa dar fastidio questo rumore, per chi soffre di misofonia è un vero e proprio tormento. Basti pensare che chi soffre di questa patologia scappa immediatamente dalla fonte di disturbo o finisce per litigare con chi la sta generando. L’origine di questa sindrome è stata studiata da alcuni ricercatori dell’Università del Newcastle e pubblicata sulla rivista specializzata Current Biology.

Lo studio ha riguardato le variazioni delle attività cerebrali. Gli specialisti hanno notato che l’alterazione avviene nella zona del lobo frontale. Si è scoperto poi che ciò accade perché nei soggetti in questione ci sono problematiche relative alla gestione emozionale, evidenti proprio nell’analisi strutturale che è stata fatta alla zona interessata alla variazione. Queste anomalie comportano, infatti, un sovraccarico nell’attività cerebrale.

La funzione del lobo frontale

Il punto è che il lobo frontale regola le reazioni ai suoni, evitando quelle anormali. Nel momento in cui ciò non accade si può notare come le connessioni intestine a questa zona non funzionino correttamente. Ovviamene le reazioni dell’organismo sono anche di natura fisica. Chi soffre di misofonia, quando percepisce un suono trigger, ossia reputato fastidioso, vede il battito cardiaco accelerarsi e subisce un aumento sensibile di sudorazione.

Si tratta di una scoperta importante. Chi non sopporta i suoni trigger soffre di una vera e propria patologia, ancora oggi non riconosciuta, in quanto mai è stata analizzata con la giusta attenzione. Questa ricerca è stata condotta dal dottor Kumar dell’Università di Newcastle. Il professore ha analizzato diversi soggetti tramite risonanza magnetica e risonanza magnetica funzionale.

Le ricerche scientifiche recenti

L’esperimento si basava sul far ascoltare ai partecipanti alcuni suoni e tramite risonanza osservare e registrare la reazione cerebrale. Questi file audio riproducevano sonorità piacevoli, spiacevoli e trigger. Questo ha permesso di fare le prime scoperte e far sviluppare poi la ricerca.

La ricerca è fondamentale. In Italia le istituzioni ignorano ciò e fanno male. Anche quelle scoperte che possono sembrare poco importanti hanno un valore fondamentale per la nostra vita. La scienza, infatti, si occupa, e lo fa da sempre, anche del benessere dell’individuo. Quindi, per quanto a volte si può interrogare su cose apparentemente futili, come il senso del sonno e del bere alcolici, la ricerca non va sminuita ma fomentata, specie dal punto di vista economico.

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