Diabolik ed Eva Kant si separano (forse) per sempre

Diabolik ed Eva Kant dopo anni d'amore potrebbero separarsi, forse per sempre. La coppia più famosa dei fumetti sarebbe in crisi

Diabolik ed Eva Kant si separano (forse) per sempre. La coppia più famosa dei fumetti è in crisi e nello Speciale Grande Diabolik, in edicola a luglio, i due potrebbero arrivare al divorzio, incapaci di superare la crisi che li colpirà. Il nuovo lavoro di Astorina, che racconta le avventure del ladro più famoso al mondo, si intitola “Punto di rottura” e ruota attorno alle difficoltà emerse nel rapporto fra Diabolik ed Eva Kant.

Per la prima volta, dopo anni di azioni criminali, la coppia viene messa a dura prova in questo nuovo capitolo del fumetto e forse i due potrebbero allontanarsi definitivamente. Mario Gomboli, sceneggiatore e direttore di Diabolik ha spiegato: “Sono due personaggi complementari, una vera coppia alla pari, molto moderna. Cosa rara nella storia del fumetto”. Era il 1963 quando Eva comparve per la prima volta accanto al ladro più famoso dei fumetti.

Figlia illegittima di Lord Rodolfo Kant, ha avuto un’infanzia difficile e in seguito ha sposato il cugino del padre, morto in circostanze misteriose. Nel corso degli anni Eva ha affiancato Diabolik in tutte le sue imprese criminali, salvandolo più di una volta e tirandolo fuori dai guai. “Diabolik ed Eva hanno una vita di coppia quasi normale – spiega Gomboli -, ogni tanto affiora in qualche tavola: una cena con amici, una partita a tennis, momenti di passione, anche se non espliciti. Hanno interessi in comune, per il crimine ovvio, ma sono complementari nell’approccio alla vita. Non sono però dei bravi ragazzi e capita che ogni sette o otto anni la loro relazione sia messa in discussione. Non è così che succede nella vita reale?”.

Il rapporto fra Eva e Diabolik però non sarà più così perfetto: “Stanno vivendo un momento di crisi. Era già accaduto nel numero 100, quello sulla presunta morte di Eva Kant, in cui per la prima volta Diabolik si era sentito quasi impotente e qua e là c’erano state altre scaramucce: Eva lamenta la scarsa sensibilità del compagno, non vuole essere trattata come una ragazzina da accudire, ma come una donna che è compagna di vita e di affari nel crimine”.

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